DOS DUO ONIRICO SONORO - DOS Duo Onirico Sonoro

2016 (Autoproduzione)
jazz-pop, third stream

La cantante, pianista, multistrumentista e compositrice latinense Annalisa De Feo lancia il personale progetto DOS Duo Onirico Sonoro nel 2010, a fianco del batterista Marco Libanori, rodandolo dal vivo di data in data, fino a debuttare con l’omonimo “DOS Duo Onirico Sonoro”.

Stilisticamente il duo apre le gabbie di una forma-canzone già in sé sofisticata per farne uscire innesti e prestiti linguistici, canto a grammelot e ritmi contorti, per dotarla di un’aura colta di performance-art.

Le loro ambizioni cominciano proprio con una “Ouverture” di bisbigli e rifrazioni elettroniche. Anche se non dimostrano appieno le loro capacità, brani come “Un Ta Vaish”, frammentata fusione tra una romanza sibillina di Satie e vocalizzi mediorientali, che peraltro sfocia in una progressione per sole oscillazioni, “Odrja”, languore mediterraneo subito arroventato da un tema vorticante di kazoo, e “Green Space”, la più vertiginosa, doppiata poi dal synth in una marcia macabra, sono i loro scintillanti biglietti da visita.

I momenti ideali si hanno quando il duo esplora la fantasia, come nel bubbolio elettronico di “Soviet”, un’altra prova di bravura stavolta alle tastiere elettroniche, che divaga in sentori cosmici e ballabili fiancheggiata da una maratona di percussioni attutite, a sfumare in una cavatina slava che s’innalza a ballata tragica, oppure in “Mi piaci quando taci”, in forma di tango ma tallonata dalle percussioni via via più nevrotiche.

A parte lo scat operistico di “E ancora”, il ritratto canoro più accattivante è “Ghingo”, stavolta in tempo di samba, svariante da miagolii in stile piano-bar a vocalizzi mandati a cateratta, contendendo il ritmo alla stessa batteria. Ma a rubare la scena è forse il suo ameno castello di gemiti in loop e contrappunti hawaiani di “New Effect”, mentre la batteria la sospinge con la sua orologeria poliritmica.

Un disco di nevrosi innalzata a poesia e ricercata arte di mimesi, che alza la posta rispetto a Petrina. Diversi passaggi godibili, ariosi: solo in uno, però, la drammaturgia si tramuta in caos, una “Bianco & nero” che è una tortura in forma di sonata elettronica (un duetto serpeggiante tra pianoforte e fischio). Opera salda da parte di De Feo (oltre a piano, synth e kazoo, anche un harmonium indiano), già enfant prodige al piano, titolare di numerosi progetti teatrali e animatrice culturale, ma anche di un Libanori non meno “totale”, con il suo corredo di percussioni e percussioncine, giocattoli ed effetti sonori. Dal vivo anche un live painting con Claudio Bellino. Video: “E ancora”.

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27/06/2016

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Ouverture
  2. 2. Un Ta Vaish
  3. 3. Odrja
  4. 4. Mi piaci quando taci
  5. 5. Soviet
  6. 6. E ancora
  7. 7. Bianco & nero
  8. 8. Ghingo
  9. 9. New Effect
  10. 10. Green Space

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