UFOMAMMUT - Ecate

2015 (Neurot)
hard-psych, sludge/doom metal

Il settimo disco del trio piemontese arriva come un buon auspicio dopo l’altalenante concept in due parti di “Oro”. Non che questo “Ecate” sia disco da consegnare agli annali dello sludge-doom, ma è sicuramente un’opera complessivamente più equilibrata e ispirata, sempre impreziosita dall’ottima produzione di Lorenzo Stecconi, che dona ai suoni la giusta dose di potenza e di spessore visionario.

Paesaggi psichedelici che si perdono a vista d’occhio oltre la linea dell’orizzonte, lo sciamanesimo dei primi Pink Floyd, tutta la heavy-psichedelia degli anni Settanta, la scorza tellurica del sabba nero e della fanghiglia sludge: shakerare con forza e avrete un disco che darà sicuramente gioia al vostro impianto stereo, facendo vibrare mura e vetri, quasi che la terra si stesse improvvisamente risvegliando da un lungo torpore.

Se, dunque, a propellere “Temple” c’è uno dei loro riff più ruvidi e sfiancanti, che s’inalbera lungo traiettorie sempre più innamorate di Hawkwind e Sleep, e se il cunicolo cosmico di “Revelation” è pura didascalia meditativa per lasciare un attimo respirare le orecchie, il resto del disco continua a declinare un suono che è trasfigurazione di emozioni e visioni colossali, tra una “Somnium” che si snoda tra parossistica devastazione e snodi ipnotici che nascondono mantra arcani, una “Plouton” che, nella sua cadenzata magniloquenza, concede qualcosa in termini di…ehm… “orecchiabilità” e, soprattutto, una “Daemons” che è pura evocazione dell’essenza musicale Ufomammut, sempre contesi tra le ombre di regni misteriosi, l’impassibile consistenza della terra e quella intangibile degli spazi celesti (come, del resto, la stessa dea Ecate, libera di viaggiare tra i tre regni: quello dei morti, quello degli uomini e quello degli dei…).

La palma del brano più interessante se l’aggiudica, comunque, “Chaosecret”, che giunge da lontane profondità, strisciante ed enigmatica, e incede dapprima mantrica tra voci sovraesposte all’abbagliante mistero del cosmo e ragionate modulazioni spaziali, per poi scorticare ancora una volta gli amplificatori con torride muraglie Electric Wizard che vanno lentamente disfacendosi nell’acido.

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11/04/2015

This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Sominum
  2. 2. Plouton
  3. 3. Chaosecret
  4. 4. Temple
  5. 5. Revelation
  6. 6. Daemons

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