Dopo l’exploit dell’anno scorso a colpi di piccole gemme e di un capolavoro totale come “Wilderness Of Mirrors“, Lawrence English inaugura questo 2015 con un nuovo Lp per la piccola e benemerita Taiga. Il background di questo “Viento” è il medesimo da cui era nato “Shadow Of The Monolith“, la collaborazione dell’anno scorso con Werner Dafeldecker: da quelle stesse registrazioni effettuate durante una spedizione in Antartide, English estrae e seleziona una serie di field recordings cui unico protagonista, come già suggerito dal titolo, è il vento.
Masse d’aria che si muovono a tratti compatte e ad altri sparpagliate in forma di singoli spiri, il gelo che s’impossessa fin dal primo minuto del soundscape. Tutt’attorno la desolazione, la pseudo-Natura impervia del Polo Sud, luoghi dove la vita in senso biologico è ridotta ai minimi termini. English si conferma autentico prodigio nell’evocare scenari e percezioni attraverso il suo verbo sonoro, sia esso votato a un impressionismo strettamente musicale ed emotivo, o come in questo caso a un paesaggismo sonoro di matrice iperrealista.
Due lunghe suite riescono così a risultare decisamente più pregnanti ed efficaci di una semplice fotografia o di un filmato, giocandosela alla pari per intensità con un ricordo autentico. I primi venti minuti narrano di una giornata in quel della Bassa Patagonia, introducendo dunque al paesaggio a suon di raffiche convulse. A differenza di quanto fatto con Dafeldecker, l’elaborazione in chiave scientifica delle testimonianze sonore viene a mancare: qui l’obiettivo non è un prospetto preciso, bensì un’evocazione. È la Natura a suonare senza filtri, anziché essere “fatta suonare” ad hoc.
Nella più breve ma più intensa “Antarctica” il vento assume i tipici connotati polari: la frastagliata intermittenza lascia spazio a un soffio costante e incessante, attraverso il quale è fin troppo semplice percepire le drastiche temperature del luogo. Un esercizio per l’udito e per le sue capacità percettive, messe nelle condizioni di sostituire quelle della vista e di generare nell’ascoltatore un’astrazione pensabile.
Materia complessa da gestire, elaborare e perfezionare senza correre il rischio di contaminarla. English ci riesce di nuovo, in un lavoro semplicemente magistrale.
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07/03/2015
This article is an English translation of the original Italian text by Matteo Meda, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.