ANNA CARAGNANO & DONATO DOZZY - Sintetizzatrice

2015 (Spectrum spools)
abstract, spoken word

Che Donato Dozzy fosse un personaggio eclettico ed imprevedibile non serviva certo questa surreale collaborazione a stabilirlo. La sua passione per la trasfigurazione, peraltro, aveva già trovato sfogo un paio d’anni fa nella meravigliosa rivisitazione da sette angolazioni diverse di “Vaporware” dell’amico Bee Mask. Non dovrebbe sorprendere, insomma, trovarlo firmatario di un disco poliglotta, difficile a pensarsi e inafferrabile come questo “Sintetizzatrice”.

Eppure la notizia di una sua collaborazione con la cantautrice tarantina Anna Caragnano era già riuscita a stupire assai di per sé. Da artigiano dell’elettronica in senso ampio qual è, Dozzy si è specializzato nel rendere il suo verbo sempre più malleabile, così da poterlo adattare sostanzialmente a qualsiasi intersezione gli interessasse sperimentare. Ma mai nella sua carriera, il veterano romano era arrivato a una tale distanza dai suoni a cui si è soliti associarlo.

Nato da un suggerimento di Paolo Micioni, definito “maestro” dallo stesso Dozzy, l’album si articola in nove frammenti ciascuno facente capo a una propria estetica. Il surrealismo, come già anticipato in partenza, è il comun denominatore a legare i brani, costruiti sulle deformazioni operate da Dozzy a campioni vocali cantati o recitati da Caragnano. Dopo il rapido collage spoken che funge da “Introduzione”, lo scrigno si apre facendo susseguire i suoi tesori in soluzione di continuità.

E ce n’è davvero per tutti i gusti: dalle stratificazioni eteree su modello Adiemus di “Starcloud” e dalla cover di “Love Without Sounds” dei White Noise a quelle più angosciose di “Parallelo”, per arrivare alla riqualificazione della voce come strumento ritmico operata in “Fraledune” o alla tarantella a cappella di “Festa (A Mottola)”, indubbiamente l’episodio in cui il concept teorico riesce a imporsi anche sul risultato pratico.

Con l’unica eccezione dell’ottimo spunto di “Parola” – sorta di poesia automatica bretoniana elaborata per associazione di idee e ripetuta in loop – che riesce a ipnotizzare fissando nella mente il suo avvinghiante recitato, il tutto si esaurisce in una dimensione puramente formale. Quel che ne risulta è un suggestivo esperimento estetico-concettuale piuttosto impermeabile e privo di un reale valore sostanziale.

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20/04/2015

This article is an English translation of the original Italian text by Matteo Meda, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Introduzione
  2. 2. Starcloud
  3. 3. Luci
  4. 4. Fraledune
  5. 5. Parallelo
  6. 6. Parola
  7. 7. Festa (A Mottola)
  8. 8. Love Without Sound
  9. 9. Conclusione