Di Whirr e Nothing abbiamo già diffusamente parlato a proposito delle rispettive uscite discografiche targate 2014. Il fatto che siano band amiche non sfugge, vista la presenza in comune di Nick Bassett, l’ex-Deafheaven oggi bassista in entrambe le formazioni.
I due gruppi condividono spesso il palco in lungo e in largo per gli States, e arrivare a uno split condiviso era senz’altro cosa plausibile.
Il livello delle quattro canzoni qui contenute è decisamente alto, elemento che dà conforto alla statura internazionale dei due gruppi, in particolare dei Nothing, una delle rivelazioni assolute dell’anno grazie al formidabile esordio “Guilty Of Everything” e a un tour che li sta tenendo impegnati da mesi.
I ragazzi continuano a diffondere il proprio materiale in svariati progetti, fra i quali merita di essere citato almeno il side project dark-wave Death Of Lovers (e anche qui ritroviamo Bassett, al fianco di Domenic Palermo).
Le quattro tracce di questo split si muovono costantemente fra rumori e melodie, in un trionfo dream-pop che sta divenendo vero trademark delle due band, pronte ad affrancarsi dai confronti col passato (My Bloody Valentine, Ride, Slowdive) per divenire punti di riferimento per la scena shoegaze-noise mondiale.
I Whirr contribuiscono con “Ease” e “Lean”, due episodi più cristallini rispetto al magma sonoro rappresentato nel recentissimo “Sway”, in cui droni e chitarre ipereffettate tendono a seppellire tutto.
“Chloroform” (con un attacco degno degli Smashing Pumpkins di “Siamese Dream”) e “July The Fourth” (con l’asse un pochino più spostato verso i Nirvana) sono invece gli ottimi contributi dei Nothing: magari non degli instant classic ai livelli di “Endlessly” o “B & E”, ma brani che confermeranno lo stato di grazia del combo di Philadelphia.
Del resto il quartetto sta già lavorando al secondo album, previsto in uscita entro il 2015, e le portate migliori le starà conservando per quell’evento: le aspettative sono altissime.
Nel frattempo ci godiamo quello che è considerabile qualcosa di molto più che un semplice riempitivo buttato lì giusto per mantenere occupato il mercato.
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23/12/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Lancia, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.