DONATO DOZZY & NUEL - The Aquaplano Sessions

2014 (Spectrum spools)
ambient techno, dub techno

Su quel che ha fatto Donato Dozzy negli ultimi anni non dovrebbe essere necessario nemmeno spendere parole. Il suo è uno di quei casi di impennata improvvisa, di consacrazione tardiva: dopo aver speso tre quarti degli anni della sua carriera ad animare le notti del Brancaleone di Roma e a movimentare con poche, miratissime produzioni il sottobosco elettronico di casa nostra – imbarcandosi tra l’altro nell’impresa quando quest’ultimo ancora era cerchia decisamente ristretta a pochissimi – d’improvviso il mondo pare essersi accorto di lui. Il motivo? Principalmente Voices From The Lake, ovvero il più bel progetto dub-techno mai realizzato entro i confini del Belpaese, frutto del formidabile binomio fra un veterano dai gusti vastissimi e un potenziale e talentuoso “allievo” (Giuseppe Tillieci aka Neel).

Nei due anni seguenti le tappe si sono moltiplicate come in una reazione a catena: il chiacchiericcio (sì, si trattò di vero, autentico hype!) generato dall’esordio omonimo delle “voci del lago” è giunto a far breccia ben oltre i confini europei, arrivando ben presto oltreoceano e non sfuggendo alle orecchie attente di John Elliott. Annusata la ghiotta occasione, l’ex-Emeralds non ha dunque atteso e ha presto fatto accasare il producer romano presso la sua Spectrum Spools, ricevendo in cambio al primo appuntamento discografico un mezzo capolavoro su “libretto” di Bee Mask. A nemmeno un anno di distanza, il passo secondo dell’operazione-Elliott si concretizza oggi in una ricerca in quel passato artistico che rappresenta una delle esperienze più importanti per l’elettronica nostrana, rimasto a lungo a suffragio di pochi, fortunati appassionati, di cui uno spicchio importante torna oggi a brillare.

La macchina del tempo è spedita nel periodo a cavallo tra 2009 e 2010, quando la coppia formata da Dozzy e l’amico di lunga data e appassionato di tribali Manuel Fogliata alias Nuel – altro nome che a Londra ci invidiano e meriterebbe tutt’altra considerazione e notorietà – diedero alle stampe due 12” senza titolo dalle monocromatiche tonalità opposte, nero prima e bianco poi. Il tutto in tiratura limitatissima per la micro-label Aquaplano, una creatura dalla vita brevissima ma abbastanza lunga da riuscire a ospitare fra le sue file pure Sua Signoria della chimica del groove, Mike Parker – non a caso fra i punti di riferimento centrali, per approccio più che per sonorità, alla proposta dei due mini-lavori. Quattro brani per ciascun vinile che sono ora raccolti su questo “The Aquaplano Sessions”, e che rispecchiano nel mood e nell’attitudine i due colori scelti per i packaging delle loro edizioni originali.

I quattro reperti di “Aquaplano 000” (il “vinile nero”) sono altrettanti scavi in una techno umida e lussureggiante. In tal contesto i connotati variano però in maniera considerevole, passando dalla purezza gelida dell’opener (qualcosa che ricorda parecchio i lavori di Vladislav Delay a nome Uusitalo) allo sfogo tribale controllato ma irrefrenabile del quarto brano, compimento di un rituale già avviato in tempi dispari nel secondo e spezzato dal crudele spruzzo acido (Aphex Twin, o meglio, Polygon Window) del terzo. Suoni da viscere che, una volta attraversate, conducono nel non-luogo di “Aquaplano 1111” (il vinile “bianco”): la pulsione di “Aqua 6” illustra l’assenza di coordinate spaziali definite, e la medesima situazione si ripete nell’ossessione meccanica di “Aqua 7”, dove viene a mancare pure la luce. Nell’emersione paradisiaca di “Aqua 6” prima e nel mantra ultraterreno della chiusura poi, anche il tempo arriva a liquefarsi, portando a compimento un viaggio in cui ben più passeggeri avrebbero fatto bene a imbarcarsi per tempo.

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02/04/2014

This article is an English translation of the original Italian text by Matteo Meda, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Aqua 1
  2. 2. Aqua 2
  3. 3. Aqua 3
  4. 4. Aqua 4
  5. 5. Aqua 5
  6. 6. Aqua 6
  7. 7. Aqua 7
  8. 8. Aqua 8
  9. 9. Aqua 9
  10. 10. Aqua 10