Avevamo lasciato i Kirlian Camera a fine 2011, in occasione dell’uscita di “Nightglory”, un disco di potente ed emozionante synth-pop, che ci presentava il lato più energico della creatura di Angelo Bergamini ed Elena Alice Fossi.
Il nuovo “Black Summer Choirs” è invece un lavoro diametralmente opposto, caratterizzato da atmosfere rarefatte e un mood decisamente ombroso; è stato prodotto dalla stessa Fossi in collaborazione con John Fryer (già nei This Mortal Coil), e riflette – nelle parole della stessa vocalist – il lato più cupo della sua personalità, in una dimensione raccolta, quasi religiosa.
Quattordici capitoli, inframezzati da quattro spoken word (che vanno a comporre la “Final Interview” recitata da Lloyd James dei Naevus): l’estate dei Kirlian Camera non può che essere nera, nerissima, e questi brani essenziali ma per nulla scarni ci immergono ancora una volta nel loro mondo oscuro e affascinante.
Pochi beat, come nell’iniziale “Silencing The World”, e una voce che colpisce dritto al cuore l’ascoltatore: una formula che non teme il passare degli anni né quello delle effimere mode; un marchio di qualità che riaffiora anche tra gli archi della neoclassica “Black August” o nel minimalismo di “The Fountain Of Clouds”: la classe dei Kirlian Camera è intatta come negli eighties.
“Black Summer Choirs” si sviluppa lungo quarantasei minuti permeati da un’impenetrabile quiete, spezzata solo dall’electro-goth di “Heavens” e “Dark Matter”. Davvero suggestivo il folk dalle sfumature noir di “Farewell Road”, a riprova di quanto i nostri si trovino a proprio agio nello spaziare tra diversi generi.
Un intenso segnale di vita dalla scena wave italiana più dark e intimista: dopo i recenti exploit di Spiral69 e Spiritual Front, è bello ritrovare in ottima forma anche questi capostipiti del filone, in attività dal lontano 1980.
Una perfetta introduzione all’universo di Bergamini e soci, nell’anno del venticinquennale del loro capolavoro “Eclipse”, che proprio in questi giorni viene ristampato (sempre dalla tedesca Out Of Line) e forma, con il nuovo disco, un ideale binomio atto a rappresentare passato e presente dell’entità denominata Kirlian Camera.
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21/07/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Pagani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.