Nonostante il titolo, “II” è il primo vero disco (preceduto da un omonimo Ep) di questa formazione cilena, perfettamente a suo agio con la tradizione dello space-rock, anche se in ballo c’è qualcos’altro.
Prendiamo, per esempio, la pulsione ossessiva e metronomica che sostiene le trame astrali di “9”: ebbene, se è netta l’influenza del motorik dei Neu!, non si può certamente fare a meno di rilevare più di una convergenza con l’universo darkwave, fosse solo per il distacco algido e l’inquietudine strisciante che aleggia intorno al canto di Juan Pablo. Un discreto trip, insomma, scandito da segnali chitarristici che giungono da galassie lontanissime e da tracciati ritmici ipnoticamente dondolanti, quasi omaggi inconsapevoli a dei Silver Apples sempre più senza tempo (“Rivers”).
Con scarti impercettibili e grazia acida, “Trees” riparte, invece, dai Can in estasi galoppante, sorpassando asteroidi a destra e facendo le corna agli alieni lungo siderali highway.
Il versante spaziale dell’operazione è investigato con più diligenza in “99”, mentre in oltre quindici minuti (davvero troppi, a conti fatti!) “Pulsar” riassume un po’ l’essenza di un disco certamente ben fatto, ma ancora poco personale.
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28/01/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.