Nel solco del primo volume, anche “Family Perfume Vol. 2” consente alla creatura di Tim Presley (reduce da una recente collaborazione con Ty Segall) di fare, lungo autostrade lo-fi, una bella ricognizione tra le pieghe del garage-folk-pop d’ascendenza Sixties.
E se i risultati, al pari di quelli del precedente volume, sono tutt’altro che memorabili, l’artista californiano sembra non farci caso, imbastendo numeri psichedelici in cui potresti riconoscere finanche la mano di Ant-Bee (ovviamente, filtrata da quella dell’immancabile Syd Barrett – che ne dite del country folk di “Lizards First”?), tanta è la nonchalance con cui il materiale viene distorto, sfasato, “drogato” (“She Relief”), presentando ballate ubriache (“I’d Sing”) o distrattamente radiose (“A Good Night”, “Be At Home”), scodinzolamenti buffoneschi (“Real Smiles”, “Latchkeys”) e allucinazioni soporifere (“It’s Confusing When You Wake Up”, “Anna”, “Makers”).
Per quanto alla base dell’operazione vi sia una sana dose di sincerità, il disco non riesce a scrollarsi di dosso una fastidiosa patina di estemporaneità, per cui, una volta fatto scorrere nel lettore, non si ha una gran voglia di risuonarlo. Ma, chissà, magari è solo un problema mio…
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16/07/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.