Uscito sotto l’imprint della Mediateca Marte di Cava dei Tirreni, questo “Enchantment” è l’esordio con la sigla K.Lone di Anacleto Vitolo, musicista multimediale salernitano titolare di diversi progetti musicali. Ne è testimonianza (tanto per citarne uno) “Internos”, collaborazione pubblicata con la sigla A.rota.B & Kletus Kaseday. In quel disco Vitolo si esprime con un linguaggio vicino, per stile e intensità, all’avant-hip-hop deragliante di Dalek, con risultati molto interessanti.
In “Enchantment” il discorso è diverso. Qui Vitolo fa sua quell’estetica digitale fatta di glitch, ambient e post-rock che ha dettato legge almeno per un decennio, a partire dalla seconda metà degli anni Novanta.
Ne è venuto fuori un suono liquido ed etereo, che scorre placido come un ruscello ma che riesce anche ad emozionare. Pronti via e “Reset” non sfigurerebbe in “A Strangely Isolated Place” di Ulrich Schnauss, mentre “Bon Voyage” va a parare dalle parti dei Lali Puna e dei Worm Is Green.
“Car Redux” è un battito di ciglia mentre nella conclusiva “Ashes In The Sea” viene fuori il lato ballabile dei genovesi Port Royal. Il linguaggio non sarà nuovissimo (il momento d’oro del glitch è passato da almeno un decennio), tuttavia la qualità della scrittura è buona e il suono è così luminoso che è difficile non rimanerne abbagliati.
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17/10/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Ciarletta, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.