KEITH FULLERTON WHITMAN - Occlusions

2012 (Editions mego)
abstract-electronica

Il buon Whitman è di nuovo tra noi, ancora con un disco di due sole tracce. “Occlusions” nasce da improvvisazioni dal vivo in cui non è stato usato alcun materiale prerigistrato o preordinato. In bilico tra frantumazione/accumulazione glitch e caos organizzato, queste due tracce stanno al free-jazz così come “Generators” stava al minimalismo.

Sulla prima facciata – “Occlusion (Rue de Bitche)” – ascoltiamo sinusoidi e strappi feroci, linee sonore che divergono continuamente, qualche parapiglia ritmicamente razionalizzato e frammenti digitali che ribollono dentro un magma di scorie armoniche. Non manca qualche urlo belluino, ma quello arriva dal pubblico…

Una musica che è ormai pura astrazione, come conferma anche la seconda facciata – “Occlusion (Weteringschans)” – in cui il Nostro continua, con ispirazione sempre più rarefatta e ancora alle prese con i suoi sintetizzatori modulari, a rimescolare, frantumare, scheggiare, lanciandosi verso un discorso meta-musicale che, a dirla tutta, convince davvero poco, risolvendosi nella pura contemplazione del proprio ombelico.

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06/07/2012

This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Occlusion (Rue de Bitche)
  2. 2. Occlusion (Weteringschans)

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