Keith Fullerton Whitman torna a investigare le meraviglie del suono analogico. Nello specifico, “Generator” esplora “le imprevedibili entropie” e la “lieve degradazione” del segnale analogico, lontano dalle restrizioni dei live set. Whitman si serve, quindi, di multiple e simultanee sorgenti sonore, giungendo alla creazione di un universo estremamente ipnotico e, per certi versi, vicino ai mondi “immaginari” della cosmica tedesca. Si tratta, in sostanza, di sequenze minimaliste in perenne modulazione (“Generator 1”, “Generator 7b”), tra cupezze sfuggenti (“Generator 3”) e subdole ascensioni panoramiche (“Generator 5”, “Generator 8 (Edit)”). La conclusiva e lunghissima (dura ventitre minuti) “Generator 2” è la sintesi migliore di questo lavoro qualitativamente non rilevante, ma comunque interessante per seguire da vicino la ricerca di uno dei musicisti elettronici più importanti degli ultimi anni.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
16/09/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.