Eccoci pronti a un’altra immersione nell’arte eccessiva, caricaturale, pomposa. Quella comunemente intesa come “arte brutta”, nel gusto corrente dominante. E, a partire dal titolo, questa volta Konstantin Gropper non ha certo risparmiato ambizioni pindariche, imponenti costruzioni mentali ed espressive, voluminose architetture strumentali.
In questa tracotante volontà di rappresentazione, Gropper mostra ancora, in questo “The Scarlet Beast O’ Seven Hell”, l’importanza di apparire, la breve e volubile forza dell’impressione.
Una sorta di Sufjan Stevens senza ironia, il compositore tedesco irretisce in questo nuovo disco con arrangiamenti smaglianti – ispirati a quanto pare alla musica del cinema italiano degli anni 70, si veda la Bacharach-esque “Roland, I Feel You” e l’arrangiamento sintetico di “The Kids Today” – ma ancora non lascia trapelare canzoni che vadano oltre un’apparenza magnificente.
Prevedibili inflessioni di folk europeo da favolista moderno (“Just Like Henry Darger”, “Disney”), un classico come anche per un altro artista tutto sommato inconsistente come Beirut (richiamato qui nel prologo), paiono essere l’unico espediente compositivo di Gropper, anche nella stanca veste wave di “The Last Days Of Rome”.
Pur pretenzioso come sempre, “The Scarlet Beast O’Seven Heads” si salva comunque per una ridotta grevità ed enfasi, anche nelle tracce più Arcade Fire, come la finale “You Cannot Cast Out The Demons (You Might As Well Dance)”.
Soddisfazione minore per un disco ancora gonfio e sfacciatamente derivativo – pur nell’apparenza “estrosa”.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
17/09/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.