Un brusio malato, alieno, devastato da turbe psichiche insondabili. La reiterazione ossessiva e minimalista dell’insieme circonda l’ascoltatore, spingendolo con le spalle al muro. Improvvisamente, dal buio marasma, affiora una voce (quella voce!), come una nenia pestifera.
Michael Morley non ha mai dimenticato le sue paranoie, tanto da ritornare, dopo le esplorazioni psychedelic dance-drone di “Republic Of Sadness”, alle torbide introspezioni di “Monolake”.
E’ un suono riconoscibilissimo, un vero e proprio marchio di fabbrica. Il suono dell’angoscia, la risonanza ossessiva della malattia mortale. Diciotto minuti per “Turned and Gloowing Inwardly”, diciotto per “Turning and Towards the Light”. Clangori metallici, orizzonti in disfacimento, speranze distrutte. Il manierismo, in ogni caso, è dietro l’angolo; tuttavia, soprattutto per quanti avevano storto un po’ il naso dinanzi alle inedite prospettive della “repubblica della tristezza”, questo lavoro potrebbe giungere come un’esca irrinunciabile.
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03/12/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.