Armati di un facile giovanilismo (post-)punk Wire-iano (“Roman Tick”) e di un nomignolo da duo pupazzesco, Jason Kelly e Andrew Savage continuano a muoversi in quel limbo che tutti un po’ si aspettano da una band giovane e “sperimentale” come i Fergus & Geronimo.
Viaggi interstellari e l’Impero Romano, distopie e voci fuori campo, melodia e rumorismo appena divisi da un assolo di tromba (“Marky Move”, la title-track), incalzanti motorismi robotici (“No Parties”), screziati sottofondi soul (“Wiretapping Muzak II”).
Continua però a essere impalpabile e poco coraggiosa, per un gruppo che si professa fieramente sperimentale, la musica dei Fergus & Geronimo. Arrivederci alla prossima.
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14/08/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.