Star dietro a Greg Dulli non è facile; come il suo amico Lanegan salta da una parte all'altra, impegnandosi in carriera solista e progetti vari senza aver mai fissa dimora, senza prendere identità permanenti, lontano da quello che era il suo essere leader dei sempre troppo poco ricordati Afghan Whigs.
"Dynamite Steps" è il quinto album a nome Twilight Singers, a cinque anni da "Powder Burns" e a due dal "Saturnalia" dei Gutter Twins, e sembra confermare che i ballerini del tramonto sono il gruppo in cui Dulli riporrà le maggiori speranze e impegni per quello che sarà l'immediato futuro della sua carriera.
La differenza maggiore tra questo album e il suo predecessore è che, a dispetto del titolo, "Dynamite Steps" si presenta molto meno aggressivo; la perdizione malignamente sensuale di "Be Invited", il crescendo emotivo di "Get Lucky", il respiro arioso di "She Was Stolen", l'afflato corale di "Blackbird & The Fox" e l'intensità interpretativa della murder ballad folk-blues "Never See No Devil" conferiscono all'insieme (con la meno riuscita title track) un'atmosfera introspettiva e quasi spirituale che si distanzia molto dalle dinamiche di "Powder Burns".
Queste sensazioni si ritrovano poi anche negli episodi più vicini al sound "solito" del gruppo; gli archi e i cori delle cavalcate di "Last Night In Town" e "On The Corner", le morbidezze shoegaze di "The Beginning Of The End", persino l'epicità dello stoner "Waves" ci parlano di una rabbia che si è placata o in qualche modo trasformata, ma forse anche di un Greg Dulli che ha trovato una stabilità artistica come forse non aveva più avuto dalla fine del gruppo che creò "Congregation" e "Gentlemen".
Alla fine, dunque, nonostante le solite ospitate (oltre a Lanegan, ci sono Ani Di Franco, Nick McCabe, Steve Nalepa e altri) questo nuovo disco assume un carattere molto personale, dimostrando quanto i Twilight Singers siano sempre più un gruppo strettamente legato al suo leader e in cui lo stesso Dulli sembra trovare, a distanza di anni, la propria dimensione ideale di artista.
"Dynamite Steps" è un disco non perfetto ma ci restituisce, a distanza di cinque anni, un Greg Dulli in splendida forma, con nuovo vigore e rinnovata ispirazione. Un album in cui l'artista statunitense non ha dormito sui comodi allori di "Powder Burns", cercando invece una crescita artistica per sé e per la sua band, con la tranquillità e la confidenza propria di un uomo che, dopo tanto girovagare, forse, ha finalmente trovato casa.
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11/02/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Gianni Candellari, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.