Dopo pochi dischi, solo in alcuni casi editi in Europa, Seu prova un esordio a livello internazionale con questo “Seu Jorge & Almaz” nel quale, accompagnato da una nuova band formata da connazionali, propone ancora una serie di cover, più o meno conosciute in cui Seu Jorge musicalmente pesca dai grandi cantautori brasiliani per provare a rinnovarne il sound con le proprie passioni per la musica nera americana.
L’alchimia tra il cantante e il suo gruppo funziona a metà: se alcune cover si rivelano azzeccatissime, come nel caso di “Everybody Loves The Sunshine” (di Roy Ayers), soul-funk leggero come un’alba estiva stanca ma felice, di “Pai Joao”, bossa psych-rock aggressiva e trascinante, o della jacksoniana “Rock With You”, trasognata e di enorme delicatezza, da un altro versante il tono malinconico proprio del brasiliano e il testo in inglese si rivelano armi a doppio taglio.
“The Model”, dal repertorio dei Kraftwerk, è la dimostrazione di questi difetti, l’approccio linguistico di Seu Jorge pare inadeguato e l’accompagnamento sonoro troppo debole; la lunghezza delle canzoni, poi, in alcuni casi ne deteriora la resa, come nella “Cirandar” che fu dei Los Lobos o nell’iniziale “Errare Humanum Est”.
A parte alcune, in fondo trascurabili, imperfezioni, “Seu Jorge & Almaz” funziona; la morbida bossanova di “Saudosa Bahia”, il funky in punta di piedi di “Cristina” o quello più rockeggiante di “Girl You Move Me” (senza quell’inutile e lungo intro elettronico) e la psichedelica “Juizo Final” contribuiscono a fare di questo disco un ascolto piacevole, consigliatissimo se amate il genere e se avete ormai consumato la colonna sonora del film di Anderson.
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04/12/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Gianni Candellari, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.