Terzo album di studio (e di inediti) per il gruppo multietnico Gotan Project, che con una miscela di elettronica e tango tradizionale ne “La Revencha Del Tango” del 2001 e in “Lunatico” del 2006 aveva portato alla ribalta un genere dimenticato ai più grazie a un lavoro di ammodernamento e ringiovanimento.
Il titolo del disco vorrebbe essere forse segno di evoluzione ulteriore, invece dopo vari ascolti si è più certi del contrario, visto che “Tango 3.0” contiene ancora meno elettronica dei suoi predecessori, risultando un insieme di canzoni molto meno interessanti; l’apertura di “Tango Square” è un lento e noioso strumentale, “Raquela”, coi suoi cori di bambini, risulta inconcludente, non sono meglio la sdolcinata ballata “Erase Una Vez”, la strascicata “Tu Misterio”, vicina al sound cubano e “Peligio”, in cui l’elettronica svanisce del tutto lasciando spazio a tango tradizionale e canzone melodica.
Ogni tanto l’ensemble franco-argentino si ricorda di quanto espresso in passato e l’album ne trae giovamento; “La Gloria”, con i suoi inserti parlati ed elettronici, è vicina ai lavori precedenti, in “Mil Milliones” il tango flirta con trip-hop e dub, mentre nello strumentale “Panamericana” si fonde con elettro-rock in salsa cubana.
Troppo poco, però, per un gruppo che ha saputo reinventare un genere e che in questo disco invece sembra alle corde, senza grandi idee e ispirazione; pur con tutta la scusante che non è semplice rinnovare un sound che di per sè è già una rivisitazione di genere, “Tango 3.0” è solo un buon disco d’atmosfera, senza slanci e senza spunti che lo possano risollevare, come fu per gli altri due predecessori, dalla media.
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22/01/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Gianni Candellari, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.