Un altro notevole album di jazz contemporaneo per la Act, che sta imponendosi tra le etichette più interessanti in Europa. Basta sentire l'interpretazione che il pianista di base a New York offre qui di "Somewhere" di Leonard Bernstein, per rendersi conto che l'autodidatta Iyer ha veramente una marcia in più. "Galang", straordinario groove e poi una cover di Julius Hemphil "Dogon A.D." decisamente indovinata.
I brani di propria composizione, come l'iniziale "Historicity" che dà titolo all'album, sono di complessa tessitura armonica e ritmica, rivelando le intense letture che dei maestri del passato, anche recente, Vijay ha di certo compiuto.
Lavorando con intelligenza sul tempo, il giovane pianista in "Helix", altro brano originale, esplora nuove possibilità linguistiche in un jazz ancora diatonico, mentre in un'altra cover "Smoke Stack" di Andrew Hill semina cascate di note in un virtuosismo mozzafiato mai fine a se stesso ma proiettato verso una continua ricerca espressiva in un linguaggio ove assai difficile è esprimere concetti e tematiche nuove.
Un'ardita cover di Stevie Wonder ("Big Brother") impreziosisce ancor più un lavoro di singolare ricerca multiculturale di inusuale creatività, quasi specchio della città dove il giovane pianista vive.
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26/11/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Massimo Marchini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.