Anche se non privo del solito fascino atmosferico e della solita consistenza evocativa, "Aix", nuovo lavoro del chitarrista e musicista elettronico milanese Giuseppe Ielasi, si pone in una dimensione in cui, questa volta, a contare sono soprattutto le tessiture ritmiche e le smerigliature timbriche, il tutto a fondare una pasta glitch che minimalisticamente rapisce e costringe a ritrovare le fila di un discorso in cui sono le sfumature a dare un senso complessivo all'opera.
Qualche volta leggermente ermetico, altre fin troppo superficiale nel modo con cui maneggia la materia, cercando una forma che non così facilmente riesce a venire a galla (è il caso, per esempio, di "7"), "Aix" è comunque un ascolto piuttosto appagante, spesso anche ipnotico (vedi il misterioso dialogo tra digitalismo amorfo e scampoli di elettroacustica singhiozzante di "1" e il groove "essenziale" che aleggia dentro uno spazio scintillante di "2").
Probabilmente, rispetto a quanto proposto dal disco omonimo del 2006, il lato umano è un tantino compromesso da quest'operazione di radicalizzazione, o, forse, Ielasi sta solo cercando nuove strade per rivelarne l'essenza. Fatto sta che quella di "3" è di certo un'elettroacustica di matrice spirituale, perché necessariamente vicina al senso del tempo che scorre. Insomma, il calore della vita, nonostante tutto. E poi, cos'altro è quello di "4" se non il tentativo di dare corso a un'ambient "interiorizzata", quasi inconscia? Quando, invece, la tromba stabilisce nessi con l'assoluto, proiettandosi oltre la scansione industriale e le sofisticazioni folk di "8", allora i dubbi decadono.
Perché – e lo ribadisce anche la chiusa in punta di piedi, tra notturno jazz e tepore neo-classico – "Aix" è l'ennesima prova di un autore talentuoso e cosciente dei propri mezzi, anche se, al momento, lo immaginiamo solo (?) come un viandante mentre attraversa il ponte che lo conduce verso avventure sonore ancora più affascinanti.
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21/02/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.