I Supergrass sono un po’ un mistero: guardando i gruppi che ogni anno sbancano in vendite e scalano le classifiche e confrontandoli con il lavoro del gruppo inglese e la loro prolificità nello sfornare singoli e album di eccellente caratura, rimane difficile spiegare il successo relativamente scarso riscosso dalla band di Gaz Coombes.
Avevano pure provato a cambiare, pubblicando tre anni fa il maturo “Road To Rouen“, lavoro che si distaccava bene da quel sound che aveva portato i maggiori frutti e che forse, nelle idee del gruppo, aveva stancato un po’.
Ora per il settimo album di studio, i Supergrass ritornano alla base e dimostrano, laddove ce ne fosse bisogno, che nel loro campo possono ancora dare lezioni; capaci di infondere vita nuova a certe soluzioni ritmiche da White Stripes (“Diamond Hoo Ha Man”), di infilare ritornelli Dylan-esque in uno spensierato pop (“Ghost Of A Friend”), di scimmiottare Iggy Pop (nel corpo della potente “Bad Blood”) o di assumere toni da The Thin White Duke (la finale “Butterfly” o il power-pop “Rebel In You”).
Poco suona fuori posto in “Diamond Hoo Ha” e i cali di “When I Needed You”, “Rough Knuckles” e “Outside” vengono ben rimpiazzati da “345”, con le sue reminescenze anni 60-70, dal sax che irrompe nel britpop di “Return Of Ispiration” e soprattutto da quella scheggia impazzita di “Whiskey & Green Tea”, roboante saliscendi tra sguaiati assoli di sax, musiche cinesi e fanfare bandistiche.
Un disco che forse non (ri)porterà al successo i Supergrass, ma che ne conferma il valore nella costruzione di pezzi allegri, irriverenti, mai banali e fatti con la simpatia e l’apparente semplicità che da sempre caratterizzano il lavoro di Gaz Coombes e C..
Un album senza inutili pretese, ma che grazie a pochi e sapienti tocchi, si lascia ascoltare con un divertimento e una leggerezza che in ambito pop oggigiorno pochi sanno regalare.
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14/03/2008
This article is an English translation of the original Italian text by Gianni Candellari, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.