SUBTLE - Yell And Ice

2007 (Lex)
avant hip-hop

Premessa essenziale: "Yell&Ice", di fatto, non è il nuovo disco dei Subtle. Alla stregua di quello che "Wishingbone", uscito ormai due anni fa, era per A New White, è una raccolta di revisioni, rimaneggiamenti e rivisitazioni del buon "For Hero: For Fool" (2006, anch’esso). Certo, gli originali sono stravolti, nascosti e praticamente cancellati, tanto che spesso anche i testi vengono cambiati e modellati in una nuova forma.

La proposta del combo di San Francisco non si discosta nemmeno questa volta dalla linea editoriale dell’avant-hiphop di inizio millennio, conforme alle regole dettate dall’allegra compagnia Anticon (cLOUDDEAD su tutti). Proprio loro troviamo a mettere mano nelle partiture elettroniche dei nostri, con risultati veramente interessanti, come sempre.

"Yell&Ice" è un disco molto cupo, scuro e afoso, le atmosfere tese ed epiche si scontrano spesso con le melodie, giocando volentieri sui contrasti.

Infatti proprio in "The Pit Within Pits" la voce pulita e sicura di Markus Acher recita enfatica "I have found the bloody key that lets the loud out": la musica è a tinte spaventosamente drammatiche e dominata da un’elettronica distorta e pesante, densa e pragmatica. I momenti migliori sono, però, quelli in cui l’anima dei Subtle è messa in disparte per far posto a stilemi e soluzioni che qui suonano quasi fuori luogo e, per questo, geniali. Come l’incontro con il dubstep in "Sinking Pinks", scandito da un enigmatico beatboxer a ritmiche incerte e zoppicanti, archi trasfigurati e la linea di voce finale, firmata Chris Adams (Hood). Oppure la collisione dark/hip-hop con "Tunde Adebimpe" dei Tv On The Radio in "Deathful", da cui origina un sabba caraibico-metropolitano claustrofobico. Da citare, più per coerenza che per merito, l’ibrido Subtle/Wolf Eyes, in cui l’indie-rock tenta di sposarsi con l’elettronica e l’avant-hiphop senza risultati entusiasmanti, facendo calare di un paio di punti la qualità dell’intero disco, almeno per l’opinione di chi scrive.

Non mancano gli episodi più in linea con i classici dei Subtle. Ecco quindi "Falling", in apertura, dove assieme al sempre fantastico Doseone troviamo Why? aka Yoni Wolf, completamene a suo agio tra i beat storti e le sfumature elettroniche che riempiono gli spazi, decorando un refrain tremendamente catchy, quasi pop. Sullo stesso solco anche la spasmodica "Islandmind", in cui oasi di chitarra acustica e archi si schiantano sulla cassa distorta e sul flow nevrotico di "Doseone". Piccola gemma industriale è "Not", forse l’apice di pesantezza del disco: ritmica marziale, vocals distorte ed esplosioni elettriche per un momento fanno rizzare i peli delle braccia, per poi cedere il passo ad atmosfere più consone ai nostri.

"Yell&Ice" è un disco di transizione e divertimento, un modo per far sentire la propria presenza anche senza novità eclatanti. Vere chicche non ce ne sono, eccetto un paio di brani e relative collaborazioni. Se siete però fanatici di certe suoni, atmosfere e soprattutto di Doseone e soci, allora non aspettate un attimo. L’ennesima conferma per i ragazzi Anticon, per i Subtle e per il panorama avant-hiphop americano.

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05/02/2008

This article is an English translation of the original Italian text by Mattia Braida, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Falling (w/ Why?)
  2. 2. Middleclass Haunt (w/ Dan Boeckener)
  3. 3. Deathful (w/ Babatunde Adebimpe)
  4. 4. Islandmind
  5. 5. The Pit Within Pits (w/ Markus Acher)
  6. 6. Cut Yell
  7. 7. Not
  8. 8. Sinking Pinks (w/ Chris Adams)
  9. 9. Requiem For a Dive

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