Autoproclamatisi i "più grandi del rock" gli Hives sono senza dubbio una band simpatica. Ma il loro nuovo lavoro, a tre anni da quel "Tyrannosaurus Hives" che ha regalato loro la fama mondiale, è un mezzo passo falso.
Le danze si aprono con un buon terzetto di brani: "Tick Tick Boom" è un perfetto singolo di punk-pop melodico, "Try it Again", sorretta da un riff alla Stones, non sfigura accanto ai vecchi successi della band, e la tirata e divertente "You Got It… All Wrong" ha un ritornello destinato a essere urlato negli stadi. I problemi iniziano qui però. Perché poi la band decide di affidarsi a troppi produttori, di allargare un po' troppo i propri orizzonti musicali (per conquistare nuovi fan?), distanziandosi eccessivamente dal garage-punk dei primi dischi.
Pharrell Williams dei Neptunes produce i due brani di punta dell'album, il boogie sincopato di "Well All Right!" e l'electro funk à-la Prince di "T.H.E.H.I.V.E.S.": nel primo caso il risultato è insipido, nel secondo, sebbene più curioso, è ugualmente non riuscito e poco divertente. Jacknife Lee (Bloc Party, Snow Patrol) è seduto dietro al mixer per la fin troppo controllata "Hey Little World", mentre la band stessa produce le tracce più folli e "sperimentali" dell'album. "Giddy Up" giocherella (inutilmente) con effetti elettronici e sample, mentre l'orrorifica e citazionista "A Stroll Through Hive Manor Corridors" e "Puppet on a String" puzzano parecchio di riempitivo. In dirittura d'arrivo un piacevole omaggio ai Kinks ("You Dress Up for Armageddon"), ma ormai è tardi.
"The Black and White Album" è un album troppo poco ardito nel tentare nuove strade, ed è troppo manieristico nel ripercorrere territori conosciuti. Gli Hives sono più divertenti in versione live.
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12/05/2008
This article is an English translation of the original Italian text by Alex Poltronieri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.