TILLY AND THE WALL - Wild Like Children

2006 (Moshi moshi)
alt-pop

Fenomeni come il successo dei Clap Your Hands Say Yeah! sono testimonianza delle poche pretese del giovane pubblico indie : scarse, chiare, reiterate idee, molto lo-fi, un po’ di egoistica spensieratezza tipo Weezer, schitarrate grossolane, e ovviamente tonsille sul microfono. I Tilly And The Wall, giovane formazione del Midwest, surfano questo tipo di onde. I ragazzi hanno le idee chiare, vogliono “celebrare la petulante, determinata e festaiola natura della giovinezza”. In effetti i suoni corrispondono agli intenti: cantano in tre, ma sembrano un esercito da tutto il groove che ci mettono, per non parlare del tripudio di hand clap e addirittura autentico tip-tap che caratterizza il loro disco d’esordio, “Wild Like Children”.

A volte questa aggressività lirico-musicale da “batti le mani e salta” funziona, come in “Nights Of The Living Dead”; ma più spesso appiattisce la composizione in uno stile Azione Cattolica amplificata e finto-ribelle. Espedienti musicali un po’ più vari e originali, come il succitato tip-tap, fanno registrare qualche picco in positivo (“Bessa”), fino a quando il gruppo cerca di arricchire ulteriormente il loro sound proprio con batteria digitale e tromba stile anthem-pop di gruppi come Architecture In Helsinki e Arcade Fire; ma i Tilly And The Wall non hanno né la vivacità artistica dei primi, né l’intensità genuina dei secondi (fa forse eccezione “You And I Misbehaving”).

Il brano migliore è senz’altro “Reckless”, che contiene parecchio bubblegum in onore dei sorridenti Usa degli anni 60 e una buona coralità, che spazia dall’autoradio al falò sulla spiaggia.

Le altre canzoni si susseguono esattamente nello stesso stile, senza infamia e senza lode, in un’atmosfera da sessantottismo edulcorato e neo-hippy che dopo poco tira la cinghia, quando non evoca pericolosi dejà vu (“A Perfect Fit”).

“Wild Like Children” è un disco cioccolatoso e di rapido consumo come un duplo. E, nonostante l’effetto psicolenitivo della cosa, non di solo duplo vive l’uomo.

L’unico beneficio del dubbio concedibile è quello di un migliore impatto live, ma intanto il cd lo vedo bene come sottobicchiere. Una cosa positiva, però, c’è: almeno “Wild Like Children” non ha pretese. E’ poppettino schietto e trasparente e si offre così, speranzoso, alle orecchie comprensive degli ascoltatori. Magari sarebbero questi ultimi a dover avanzare qualche pretesa in più.

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27/04/2006

This article is an English translation of the original Italian text by Veronica Rosi, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Fell Down The Stairs
  2. 2. Nights Of The Living Dead
  3. 3. Bessa
  4. 4. You And I Misbehaving
  5. 5. Reckless
  6. 6. Let It Rain
  7. 7. Shake It Out
  8. 8. Perfect Fit
  9. 9. I Always Knew
  10. 10. Ice Storm, Big Gust And You

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