MARLENE KUNTZ - Senza peso

2003 (Virgin)
rock

Se per i Marlene Kuntz questo fosse davvero il disco della maturità, saremmo di fronte a un capolavoro storico. Sfortunatamente, si tratta invece di un disco pieno di contraddizioni e, vuoi per la superproduzione di Head e Rob Ellis (che tende ad affinare le soluzioni ma anche a spersonalizzarle), vuoi per un ospite del calibro di Warren Ellis dei Dirty Three o, ancora, per questa famigerata maturità (“quella che chiaman, la maturità”…) troppo spesso nociva agli artisti, il primo ascolto non onora a dovere le nostre aspettative.

La novità principale di “Senza Peso” è il trapasso definitivo dall’hard al soft, e questo non perché i Marlene Kuntz abbiano smesso del tutto di scrivere pezzi rock, ma perché sembrano averne perso quasi del tutto le capacità. Se “Che cosa vedi” era l’album del duetto-scandalo con Skin e, più in generale, di un’apertura maggiore verso il “pop” classico (ma che pop, ammesso che fosse realistico definirlo tale; più corretto, forse, parlare di una visione più distesa della realtà e, di conseguenza, di un alleggerimento dei toni), ma non mancavano di contro le consuete esplosioni di rabbia viscerale, questa volta sono i momenti più sostenuti ad ammiccare al grande pubblico: lo fa, senza dubbio, “L’uscita di scena”, che accosta l’effetto “locomotiva” di “Canzone di oggi” a un refrain di facile presa; stessa cosa dicasi per “A fior di pelle”, singolo che ricorre ad artifici di cattivo gusto, specie a livello testuale; fra le cose peggiori di sempre, infine, il ritornello di “Ci siamo amati”, composto e cantato alla maniera dei peggiori Subsonica. La cura nella scelta dei suoni, notevole il più delle volte, è vanificata in questi brani dalla banalità delle idee, e anche le parole, scelte con ricercatezza maniacale, gonfiano pomposamente i temi meno interessanti mai espressi dai Marlene.

Tutt’altro discorso per il filone “gentile” che, se si allontana sempre più dall’essenza originaria del gruppo, esalta tuttavia la maestria messa a punto nello scrivere e musicare elegie di grande spessore, e che conferma Cristiano Godano fra i pochi autori italiani a vantare dignità quasi letteraria; “Notte”, con il suo delicato intimismo, basterebbe da sola a delegittimare una volta per tutte il sentimentalismo di pastafrolla sanremese, per non parlare del sofisticato bozzetto surrealista di “Schiele, lei e me”, tra i vertici dell’album. Luogo sperduto, dimensione a-temporale: ritratto del celebre pittore espressionista, Lei che fissa rapita, Lui da dietro che osserva la scena e, immedesimandosi nel “corpo scheletrito” del quadro, immagina di instaurare con Lei un contatto metafisico. Se un gioco simile tenta di riproporre, su un gradino più basso, “Fingendo la poesia” (ma con un approccio poetico più naturalista), la seconda palma spetta invece a “Danza” che, finalmente, gratifica il lavoro dei sopraffini produttori artistici: la seduzione sinuosa della canzone, la magia della soffice atmosfera che si respira (sensuale e maliziosa, ma mai volgare, per non rompere le regole del gioco e dei rispettivi ruoli) sono sublimate dai riverberi dei tintinnii, dal rimbombare moderato delle cadenze ritmiche, dalle effusioni morbide del violino, dai tenui tremolii del vibrafono.

A metà tra i due approcci, quando non totalmente al di fuori, i pezzi rimanenti. “Sacrosanta verità” si regge tutta sulla dialettica a-sociale e individualista che dipana la sua logica cinica, con tanto di smentita secca, in tempo reale, alle possibili obiezioni; il resto, magma strascicato di suoni trascinato da un giro di basso dei più banali e, nel ritornello, da un inusuale riffone alla Limp Bizkit formato famiglia, è assai meno stimolante. Sullo stesso discreto livello, “Laura” e “Ricordo” accostano ottimi spunti a qualche imperfezione o caduta di stile, mentre “Con lubricità”, “Secondo chi vorrà” e “Scorre” sono episodi trascurabili, al pari dei venti minuti di improvvisazione in chiusura (“Spora n°101”).

Questi sono i Marlene Kuntz oggi: forse snaturati rispetto a quelli d’un tempo, sicuramente ancora in grado di scrivere grandi canzoni.

OndaRock Logo

Ride the wave of great music

Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.

29/10/2006

This article is an English translation of the original Italian text by Alessio Gambaro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. 1 Sacrosanta verità
  2. 2. 2 Ci siamo amati
  3. 3. 3 Notte
  4. 4. 4 A fior di pelle
  5. 5. 5 Danza
  6. 6. 6 L'uscita di scena
  7. 7. 7 Schiele, lei, me
  8. 8. 8 Ricordo
  9. 9. 9 Con lubricità
  10. 10. 10 Laura
  11. 11. 11 Secondo chi vorrà
  12. 12. 12 Fingendo la poesia
  13. 13. 13 Scorre
  14. 14. 14 Spora n°101
Marlene Kuntz
CHARTS & PLAYLISTS

Artists' Charts - 2019: Cristiano Godano's favourite records

Once again this year, the Marlene Kuntz singer and guitarist tells us about the albums he listened to most among those released in 2019

Marlene Kuntz
CHARTS & PLAYLISTS

Artists' Charts - Italy 2018: Cristiano Godano's list

The 2018 albums our favourite artists loved most: for the Italy Section, here are the picks of the singer and guitarist of Marlene Kuntz, a flagship band of the Italian alt-rock scene

Marlene Kuntz
Live reports

Marlene Kuntz - Onorate Il Vile!

After the vinyl reissue, the celebrations for the 20th anniversary of "Il Vile" continue with a tour crossing the entire country

Marlene Kuntz
Live reports

Marlene Kuntz - Godano and co.'s symphonic return

After the celebratory tour for "Catartica", the Cuneo band return in great form with the Bologna Philharmonic conducted by Rodrigo D'Erasmo

Marlene Kuntz
Live reports

Marlene Kuntz - Thirty Years of Catartica

A stop in the Capital for the tour celebrating the 30th anniversary of the Piedmontese band's debut album