Paste magazine's ranking of the 15 worst albums of 2025

28-12-2025

Nella nostra panoramica internazionale sul 2025 non ci siamo dimenticati di ricordare anche la classifica di Paste, testata musicale che, seppur lontana dal peso specifico di Pitchfork, Nme o Rolling Stone, mantiene sempre un’identità e un’autorevolezza riconoscibili. Quella graduatoria incoronava al numero uno Nourished By Time con “The Passionate Ones”. Ma la specialità più attesa del magazine statunitense è il tradizionale editoriale dedicato al peggio dell’anno.

La lista dei 15 peggiori album del 2025 restituisce una fotografia impietosa dello stato dell’industria musicale: da un lato un mainstream che macina numeri replicando formule industriali, dall’altro un indie ormai “emerso” che, una volta raggiunta la visibilità, sembra aver smarrito urgenza e direzione. I nomi coinvolti non sono marginali: Arcade Fire, Tame Impala, Taylor Swift, mgk e Kesha finiscono tutti sotto la lente di una critica feroce che non concede attenuanti.

Il tono, come da tradizione, è spesso caustico ma mirato, come quando Taylor Swift viene descritta come una popstar disallineata rispetto al proprio pubblico e a sé stessa, intrappolata in un vuoto perfettamente confezionato, con testi che scivolano in un erotismo involontariamente caricaturale.

Ecco allora la classifica dei 15 peggiori album del 2025, secondo Paste magazine (the full feature here).

  1. Arcade Fire – Pink Elephant
  2. Sleep Token – Even in Arcadia
  3. Taylor Swift – The Life of a Showgirl
  4. Will Smith – Based On a True Story
  5. Sun Kil Moon – All the Artists
  6. Morgan Wallen – I’m the Problem
  7. Rebecca Black – SALVATION
  8. Jessie Murph – Sex Hysteria
  9. Alex Warren – You’ll Be Alright, Kid
  10. mgk – lost americana
  11. Benson Boone – American Heart
  12. Frankie Grande – Hotel Rock Bottom
  13. Self Esteem – Complicated Woman
  14. Tame Impala – Deadbeat
  15. Kesha – Period
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This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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