Per la prima volta in 35 anni, nessun brano rap nella Billboard Hot 100. Come riporta Rolling Stone, non accadeva dal febbraio del 1990, quando “Just A Friend” di Biz Markie si fermò alla posizione 41, poco prima di aprire un’epoca in cui il rap sarebbe diventato una presenza costante nella cultura popolare e nelle classifiche americane.
Dopo oltre tre decenni di dominio quasi ininterrotto, il genere è momentaneamente assente dalla Top 40. L’ultimo presidio, “Luther” di Kendrick Lamar e SZA, è uscito di scena cedendo di fronte al ciclone Taylor Swift: la popstar ha letteralmente monopolizzato la classifica, piazzando tutte le tracce del suo nuovo album “The Life Of A Showgirl” nelle prime quaranta posizioni.
Alcuni titoli rap restano appena fuori dai radar — come “Shot Callin” di YoungBoy Never Broke Again, oggi alla numero 44 — ma nessuno sembra in grado, almeno nell’immediato, di contrastare il predominio nelle chart del pop e del country.
Le cause del vuoto – riporta ancora Rolling Stone – non sono solo artistiche, ma anche tecniche e strutturali. Da un lato pesa la mancanza di nuove uscite di rilievo (con l’ultimo album di Cardi B accolto tiepidamente); dall’altro incide un recente aggiornamento del regolamento della Hot 100, che esclude dal conteggio i brani con più di 26 settimane in classifica qualora scendano sotto la venticinquesima posizione. È proprio questa regola ad aver escluso “Luther”, precipitato alla numero 38.
Secondo le proiezioni di Billboard, anche la chart dell’1 novembre confermerà questa anomalia storica: nessun brano rap nella Top 40 americana, per la prima volta in 35 anni.
In ogni caso, se un’onda d’urto sta partendo dall’America, l’Italy ancora non se n’è accorta: nella Top 50 Italia di Spotify, il rap continua la sua permanenza indisturbato, anche se nella più annacquata versione “autoctona”.
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This article is an English translation of the original Italian text by OndaRock Staff, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.