Placebo: new projects on the way for the 30th anniversary of their debut album

27-11-2025

I Placebo si preparano a celebrare il trentesimo anniversario del loro album d’esordio, uscito nel 1996. Brian Molko lo ha confermato durante un’intervista a VRT Radio 1 ad Anversa, dove si è esibito come ospite dei dEUS in un concerto speciale dedicato alla band belga.

Alla domanda se il gruppo avesse in programma una serie di date per festeggiare la ricorrenza, magari riproponendo l’album per intero, Molko ha risposto: “Il trentesimo anniversario è alle porte, sarà il prossimo anno. Sì, faremo sicuramente qualcosa di significativo per celebrare i trent’anni”. Nessun dettaglio concreto, ma la promessa di iniziative importanti.

Durante la conversazione, il frontman ha ricordato gli esordi “caotici” dei Placebo e il tour condiviso proprio con i dEUS negli anni Novanta. “Eravamo caotici quanto loro come band, eravamo anime gemelle. Mi piaceva molto la loro ambizione. Ero ossessionato da ‘Worst Case Scenario’, per me era molto più fantasioso, audace, psichedelico e surrealista di qualsiasi altro album di chitarra popolare dell’epoca”. Molko ha poi sottolineato l’influenza del violino nella musica dei dEUS, strumento che i Placebo stessi hanno integrato nella propria formazione negli ultimi vent’anni.

L’ipotesi di un tour celebrativo dell’album di debutto va però presa con cautela. In passato, sia Molko che il bassista Stefan Olsdal hanno espresso più di una perplessità sul proprio rapporto con il materiale storico della band.

In un’intervista a NME del 2022, parlando del tour per il ventennale e della raccolta “A Place For Us To Dream” del 2016, Molko era stato piuttosto esplicito: “Non eravamo particolarmente a nostro agio all’idea di fare una retrospettiva e un tour retrospettivo. All’epoca eravamo con la Universal Records e avevamo la sensazione che avremmo perso tutto il loro sostegno se non ci fossimo imbarcati in questa impresa orribilmente materialistica e mercantile”.

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This article is an English translation of the original Italian text by Mattia Fumarola, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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