Dopo il lungo silenzio seguito a “Delta” (2018) e all’abbandono di Winston Marshall nel 2021, i Mumford & Sons erano tornati solo a marzo con il quinto disco “Rushmere”.
Ma la band londinese non sembra volersi fermare: è già pronto “Prizefighter”, in uscita il 13 febbraio via Universal/Glassnote Records.
L’album nasce dalla collaborazione con Aaron Dessner dei National, che ha curato anche la coproduzione presso il suo Long Pond Studio, nello stato di New York. In appena dieci giorni di scrittura frenetica, Marcus Mumford, Ben Lovett e Ted Dwane hanno partorito materiale per più di un disco, componendo tra i caffè di Hudson e le sessioni notturne attorno al tavolo della cucina dello studio.
Il risultato è una raccolta di quattordici brani dal sapore immediato e viscerale, dove i testi di Mumford esplorano resilienza e conflitto interiore con rinnovata urgenza. Per la band, queste sessioni hanno rappresentato più una riscoperta che una semplice registrazione: l’energia delle prime take e la gioia ritrovata di suonare insieme attraversano l’intero lavoro.
L’atmosfera collaborativa ha portato in studio ospiti d’eccezione: Hozier, Gracie Abrams, Chris Stapleton, Gigi Perez e lo stesso Dessner hanno contribuito all’album, sottolineando la dimensione comunitaria del progetto.
“Ci sentiamo al culmine della nostra forza creativa”, ha dichiarato Marcus Mumford, descrivendo un disco che è insieme “serio e giocoso, a volte ferito ma sempre pieno di speranza”. Il frontman si dice più entusiasta che mai: “Non siamo ancora neanche lontanamente vicini alla fine”.
Il primo estratto è “Rubber Band Man”, che vede proprio Hozier tra gli ospiti. Ascoltalo di seguito:
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This article is an English translation of the original Italian text by Mattia Fumarola, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.