Mogol replica alla vedova di Battisti: “Non ho inventato nulla”

17-09-2023

“Mi dispiace si possa anche soltanto immaginare che io mi sia inventato di aver fatto avere una lettera a Lucio nel periodo finale della sua malattia. Non so che motivo avrebbe potuto spingermi a raccontare una bugia. Tra l’altro, fu un medico a rendere testimonianza della cosa, parlandone con una giornalista”. Così Mogol, in un’intervista concessa al Qn, risponde alla lettera aperta indirizzata a lui da Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti, all’indomani della messa in onda su Rai1 di “Lucio per amico”, il docufilm realizzato per ricordare il cantautore di Poggio Bustone a distanza di venticinque anni dalla scomparsa, con i contributi dello stesso Giulio Rapetti.

Mogol precisa anche che “sulle vertenze giudiziarie si sono espressi e si esprimeranno i magistrati” e che con Battisti non vi fu un litigio: “Io e Lucio non litigammo, non ci fu nulla di personale. Fu una questione economica. Io trovavo giusto che i diritti sulle canzoni fossero ripartiti paritariamente tra noi, nonostante la legge dicesse un’altra cosa. Lui inizialmente sembrava d’accordo, invece andò a casa e cambiò idea e ci separammo”, ricorda Rapetti.

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This article is an English translation of the original Italian text by OndaRock Staff, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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