John Lodge, bassist and singer of the Moody Blues, has died

10-10-2025

John Lodge, cantante e bassista dei Moody Blues, è morto all’età di 82 anni. In un comunicato, la sua famiglia ha confermato la notizia dichiarando: “Con la più profonda tristezza dobbiamo annunciare che John Lodge — il nostro amato marito, padre, nonno, suocero e fratello — ci ha lasciati improvvisamente e inaspettatamente”.

Di recente, Lodge ci aveva concesso una intervista in esclusiva, raccontando anche del suo legame con la musica italiana: “Quando scrivo per i Moody Blues alcune canzoni sembrano mettersi insieme da sole – aveva raccontato – Amo molto le arie delle opere italiane: iniziano in modo quieto e crescono, crescono, crescono fino a raggiungere l’apice.

Nato a Birmingham nel 1945, padre di due figli, Lodge si unì ai Moody Blues nel 1966, contribuendo in modo decisivo al loro successo internazionale. Il gruppo, tra i protagonisti della British Invasion negli the Sixties, seppe fondere rock sinfonico, psychedelia e sonorità orchestrali, influenzando profondamente la musica rock statunitense e mondiale. Quasi un “proto-prog“, caratterizzato dall’uso del mellotron e da melodie ad ampio respiro. Una ricetta resa celebre in tutto il mondo dal brano “Nights In White Satin” del 1967, divenuto un evergreen e utilizzato anche in numerose colonne sonore di film di Hollywood.

Nel corso della loro carriera, i Moody Blues hanno venduto oltre 70 milioni di dischi, restando attivi fino al 2018. Lodge è ricordato per il suo talento di musicista e compositore, autore di alcuni dei lavori più amati del gruppo, come l’album psichedelico “Days Of Future Passed” (1967) — considerato uno dei primi concept-album della storia del rock — e il successivo “In Search Of The Lost Chord” (1968), che segnò ulteriori esplorazioni sonore e spirituali.

Tra i brani più celebri dei Moody Blues, oltre a “Nights In White Satin”, rimangono immortali “Question” e “Isn’t Life Strange”, testimonianze di una band che seppe sempre coniugare talento melodico e innovazione musicale.

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This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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