Gli I Hate My Village annunciano una serie di concerti in Italy. Dopo un’estate intensa e le aperture ai concerti dei Jet, il supergruppo italiano composto da Adriano Viterbini, Fabio Rondanini, Marco Fasolo e Alberto Ferrari sarà impegnato in un club tour che prenderà il via il 28 ottobre dalla Sala Estense di Ferrara per la rassegna “In Sintesi” e si concluderà a Caserta il 5 gennaio.
Sarà un’occasione per ascoltare dal vivo “Nevermind The Tempo“, l’ultimo album uscito a maggio per Locomotiv Records.
I biglietti per le date del tour degli I Hate My Village sono già disponibili sul sito della booking Dna Concerts, a partire da giovedì 10 ottobre.
Ecco le date del tour
28 ottobre Ferrara – In Sintesi – Sala Estense
12 novembre Milano – Rock Your Mind – Base
06 dicembre Livorno – The Cage
08 dicembre Roma – Angelo Mai
10 dicembre Torino – Milk
13 dicembre Perugia – Urban
14 dicembre Ravenna – Passatelli in Bronson
19 dicembre Roncade (Tv) – New Age
20 dicembre Bergamo – Druso
21 dicembre Genova – Teatro Verdi
04 gennaio Molfetta (Ba) – Eremo
05 gennaio Caserta – Lizard Club
In “Nevermind The Tempo” gli I Hate My Village si affrancano persino dall’assoluta fedeltà ai rispettivi strumenti musicali e si pensano come polistrumentisti al servizio di un’idea di suono da incontrare lungo il cammino, lavorando. Fabio Rondanini e Adriano Viterbini continuano a fornire la spina dorsale del laboratorio, ma poi le invenzioni si stratificano e diventa sempre più gradevolmente difficile capire le diverse fonti e le grammatiche usate. Senza contare che sono i protagonisti stessi a non curarsene, motivati da una ricerca di freschezza, senz’altro più urgente degli inevitabili egocentrismi. In quest’ottica è assolutamente plausibile, anzi necessario, che l’album suoni così diverso rispetto al precedente e che abbia dato luogo a uno spettacolo che ripensa anche il precedente materiale.
Cambia il momento, cambiano le urgenze creative, cambia conseguentemente anche la musica. Il fatto, da tanti rilevato, ivi compresi i diretti interessati, che si guardi alla vocalità di Alberto Ferrari e in un certo modo persino a una libera citazione-rilettura del formato canzone è, per quanto importante, solo uno degli elementi in gioco. Si sono approfondite ed estese anche le ricerche etnomusicali, quelle sulle possibilità produttive e post-produttive offerte dal lavoro in studio in cui Marco Fasolo è sempre in stato di grazia, quelle sull’arrangiamento come mezzo elettivo per portare altrove l’idea iniziale, non solo migliorarla, quanto svilupparla e seguirla nel suo farsi.
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This article is an English translation of the original Italian text by OndaRock Staff, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.