Se ne va una piccola leggenda del rock progressivo tricolore: Claudio Canali, voce e flauto dei Biglietto per l'Inferno, si è spento a 65 anni.
Originario della provincia di Lecco, formò la band nel 1972 insieme a Giuseppe Banfi e Giuseppe Cossa. Il gruppo esordì nel 1974 con un fortunato disco omonimo, imponendosi grazie all’energico sound hard-prog con doppia tastiera e ai testi rabbiosi, scritti dello stesso Canali (soprannominato per questo “la voce del diavolo”). L’anno seguente un secondo lavoro già pronto, “Il Tempo della Semina”, venne bloccato a causa del fallimento della Trident Records (vedrà la luce solo nel 1992), condannando il gruppo a sciogliersi poco dopo. Da lì in avanti, Canali intraprese un curioso percorso spirituale che lo porterà prima a legarsi agli Hare Krishna durante un viaggio in India e poi a prendere i voti da monaco benedettino in un convento della Garfagnana, rinnegando quindi la vis anticlericale spesso manifestata nelle sue liriche. I Biglietto per l'Inferno si sono riformati nel 2007 con la sigla Biglietto per l’Inferno Folk, una formazione rimaneggiata e un organico ricco di strumenti tradizionali, dando alle stampe “Tra l’Assurdo e la Ragione” (2009) e “Vivi Lotta Pensa” (2015). Pur concedendo il nulla osta all’operazione, Canali scelse di non prendere parte alla reunion, comparendo però a sorpresa in un concerto del 2010 a Valmandrera, sua ultima esibizione.
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This article is an English translation of the original Italian text by Ossydiana Speri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.