Torna Jonathan Clancy con il primo album pubblicato a suo nome

20-10-2023

Dopo le esperienze con His Clancyness, A Classic Education, Settlefish e Brutal Birthday, a sette anni di distanza dall’ultimo disco pubblicato, torna l’artista italo-canadese James Jonathan Clancy con il primo album a proprio nome. “Sprecato”, questo il titolo scelto, sarà disponibile a partire dal 2 febbraio 2024 sulla label da lui fondata Maple Death Records.

Loner folk cosmico, minimalismo bucolico, proto-elettronica, psichedelia roots ed estasi ambient, unite a un lirismo “walkeriano” e dilatazioni oniriche tracciano una linea di confine attraversata da un alien cowboy in perenne trasporto emotivo.

Per portare a termine “Sprecato”, Clancy ha riunito un cast di amici in ambito avanguardistico, tra i quali Stefano Pilia (già con Afterhours, Massimo Volume e Zu, qui nelle vesti di co-produttore, e responsabile di chitarre, modulare, synth, basso), Andrea Belfi (batteria), Enrico Gabrielli (flauti), Francesca Bono (piano). La backing band è formata da Dominique Vaccaro (chitarre), Andrea De Franco (synth) e Kyle Knapp (sax).

L’album, scritto e registrato tra Bologna e Londra, presenta anche la collaborazione visiva e grafica con il disegnatore Michelangelo Setola, con cui Clancy per un anno ha dialogato in uno scambio di suggestioni tra musica e disegno, alimentando reciprocamente le proprie opere. Entrambi gli autori condividono una personale visione di “pastorale urbana” quasi apocalittica che emerge nell’opera di Setola (Gli Sprecati, Canicola Edizioni 2020) e inonda i suoni di “Sprecato”, estremizzando i temi dell’alienazione tramite un lungo viaggio ai limiti della realtà.

Clancy ha diffuso i primi due brani che anticipano l’album, “Had It All” e “Precipice”, che è possibile ascoltare al seguente link: “Had It All” e “Precipice”

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This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Lancia, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

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