Maria McKee è la protagonista della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Dal cowpunk degli esordi nei Lone Justice a una carriera solista multiforme, tra ballate folk-country, soundtrack, pop barocco e art rock: la parabola di una delle più belle voci femminili americane degli ultimi 35 anni.
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Molti, in Italy, sono rimasti fermi ai frame sgranati di vecchi videoclip di Mtv (o più probabilmente VideoMusic) in cui la ragazzina californiana tutta lentiggini e riccioli biondi si sgolava avvinghiata a una Telecaster, sventolando gonnelline da liceale al ritmo dei suoi infuocati sermoni cowpunk. Come quella “Ways To Be Wicked” cucita su misura da Tom Petty per lei e per il suo (ex) fidanzato Benmont Tench, tastierista degli Heartbreakers. Una formula che fece colpo in chi, nel cuore dei plasticati 80’s, subiva il fascino di quell’America rurale e primordiale, tanto selvaggia nell’impeto (punk), quanto malinconica e struggente nelle melodie (cow, o meglio country). La parabola dei Lone Justice si concluse dopo solo due (ottimi) album, suggellata dalla prestigiosa convocazione da parte degli U2 come gruppo spalla nel loro The Joshua Tree Tour.
In tanti, però, si sono persi l’altra parte della storia: l’avventura solitaria di Maria McKee, la Little Diva, così come l’hanno ribattezzata negli Usa, dove, almeno fino al 2000, ha sempre mantenuto una discreta popolarità. Un percorso multiforme, tra folk-country campagnolo, colonne sonore (ricordate “Never Be You” su “Streets Of Fire” o “If Love Is A Red Dress” su “Pulp Fiction“?) e pop-rock barocco, culminato in due memorabili album: “You Gotta Sin To Get Saved” (1993) sul versante più roots oriented e “Life Is Sweet” (1996) su quello più alternative rock. La bella notizia è che il nuovo, inaspettato regalo di nome “La vita nuova” può mettere d’accordo gli appassionati di entrambi i volti della McKee solista.
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11/01/2026
This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.
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