La coreana Yetsuby costruisce da anni un microcosmo IDM erede della scuola inglese, con una cifra morbida che è sempre stata la sua firma. “4eva” spinge questa direzione verso incastri poliritmici tra nostalgie videoludiche e ultime uscite di Barker: lavora sulla sua voce e la frammenta nella stereofonia, sezionando i campioni fino a distruggerli e ricomporli in qualcosa di nuovo, immergendoli di leggiadria urbana e ottimismo diffuso. L’intento dichiarato è trasformare qualsiasi luogo, parco o strada, in una pista da ballo: un obiettivo nobile, ma il disco sembra voler strafare, travolto dalla propria gioia colorata.
Le cromie glitch si innestano su un reticolo di sample manipolati e temi che inseguono la complessità. Le tracce si rincorrono tra ritmi intrecciati e timbriche anche raffinate, ma il tutto scivola nel manierismo, come se mancasse un elemento portante a tenere insieme. L’impressione è quella di un futurismo che non sa fermarsi, dove gli incastri poliritmici e le spirali progressive si accumulano e non risolvono. Qualche spiraglio affiora nei momenti di sospensione, ed è lì che si intravede cosa potrebbe essere, con un linguaggio meno zuccherino e più asciutto. L’elaborazione non manca, ma la proporzione a volte sfugge.
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05/08/2025
This article is an English translation of the original Italian text by Alessandro Giustiniano, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.