BLACK LIPS - Season Of The Peach

2025 (Fire)
garage, psych
Il nuovo disco dei Black Lips è in parte un ritorno al passato, al suono rozzo dei primi album garage-rock della band americana, un ritorno ulteriormente suggellato dalla registrazione su nastro analogico in diretta e senza sovraincisioni. Un disco incorniciato con stranianti sonorità psichedeliche, riffs accennati in stato di ebbrezza, atmosfere country-noir e un pizzico di spaghetti western, che in questi casi non guasta mai.

Nella loro evoluzione-involuzione i Black Lips si sono sempre contraddistinti per un’imprevedibilità giocosa e mai pedante, una caratteristica che rende la prima parte di “Season Of The Peach” alquanto godibile e stuzzicante, grazie a piccole perle di psychedelia in chiave sixties (le ottime “Kassandra” e “Wild One” che rimandano alla Chocolate Watch Band) e a un originale e strambo folk-pop con tanto di launeddas (“Zulu Saints”). Non sono da meno la psichedelica e lievemente acida “Sx Sx Sx Men” e la sarcastica “Judas Pig”, che completano una sequenza quasi perfetta.

Purtroppo il giro di boa dell’album, ovvero il passaggio dalla prima facciata alla seconda, è in parte deludente: banalità a profusione tra inutili canzoncine finto-ironiche (“Baptism In The Death House”), goffe (la pur promettente “Until We Meet Again”), poco incisive (basta mettere a confronto il riffs della pessima “Happy Place” con quello decisamente più efficace e grintoso di “So Far Gone”). Solo il brillante pop-soul garage di “Tippy Tongue” (pubblicata come singolo) è all’altezza della prima parte del disco, e la fin troppo sciatta “Hatman” si guadagna il titolo di canzone più inutile dell’anno.

La natura speculare della prima e dell’ultima traccia (“The Illusion Part One”, “The Illusion Part Two”) ha l’effetto di ripristinare parte della magia perduta nella seconda parte di “Season Of The Beach”, ma lascia comunque l’amaro in bocca per un disco che funziona solo a metà, godibilissimo e divertente sia ben chiaro, ma lungi dal poter essere salutato come un ritorno alla forma o ai fasti del passato.

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09/11/2025

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. The Illusion Part Two
  2. 2. Zulu Saints
  3. 3. Sx Sx Sx Men
  4. 4. Wild One
  5. 5. So Far Gone
  6. 6. Judas Pig
  7. 7. Kassandra
  8. 8. Baptism In The Death House
  9. 9. Until We Meet Again
  10. 10. Tippy Tongue
  11. 11. Happy Place
  12. 12. Prick
  13. 13. Hatman
  14. 14. The Illusion Part One

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