Ilian Tape è la label che ha fatto della stortura ritmica un’estetica: ritmi contorti e IDM trasognante accanto a breakbeat muscolare, warehouse e intimismo. Il torinese Andrea ne è uno dei pilastri. Forse, il nostro riesce a dare il meglio di sé sul formato Ep, verbo indiscusso della pista da ballo. “Living Room” è il suo terzo album: elegante, ma non travolge. Ogni virgola è al suo posto, eppure qualcosa sfugge. La capacità del producer di incastrare armonie gentili con intricati pattern è sotto gli occhi di tutti.
E non mancano gli episodi pienamente riusciti, come “Night Room”, una sinestesia strumentale di arpeggi sintetici che rincorrono onde quadre à-la µ-Ziq e beat schizofrenici da Squarepusher, o la successiva “Testify”, una versione skater breaks del formulario di Skee Mask a cui l’italiano si rifà pienamente.
“Streamline” lascia oltretutto intuire che il disco possa crescere nel tempo: nemico giurato della cassa dritta, l’artista riesce non di rado a distendere dilatazioni tematiche su progressioni intricate, su un missaggio che tuttavia non restituisce la profondità che meriterebbe. È forse questo il tallone d’Achille: un intreccio di trame ben definito, che accompagna le nostre orecchie per quasi un’ora, ma con un’amalgama sonora che fatica a insinuarsi sotto pelle, proprio come il precedente “Due In Color” del 2023.
L’attitudine al dettaglio è minuziosa, ed è apprezzabile l’accostamento a temi sfumati, inafferrabili. Finisce però per fare da sfondo al nostro pomeriggio di quiete: forse ci vorrebbe uno strappo, un’imperfezione che sorprenda.
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13/07/2025
This article is an English translation of the original Italian text by Alessandro Giustiniano, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.