JOY AGAIN - Song And Dance

2024 (Self-released)
bedroom-pop, indie-rock, power pop

Dura poco più di mezz’ora l’album d’esordio dei Joy Again. Dodici tracce di indie-rock leggero tra power- e bedroom-pop che non hanno un momento debole e consolidano la fanbase della band di Philadelphia, giunta a oltre quattro milioni di ascoltatori mensili su Spotify.

Tribes, Pixies, Mansions e contemporanei come gli Yot Club possono essere riferimenti utili per inquadrare il taglio del disco: pochi accordi, suono ruvido il giusto ma brillante, piglio scanzonato un po’ pop-punk, giusto un tocco di elettronica… E poi melodie, strofe, riff, ritornelli che vanno a segno, quando capita puranche bridge (ma senza esagerare, che poi le cose si complicano troppo).

Nostalgia e spontaneità adolescenziale sono le chiavi di volta emotive di un po’ tutti i pezzi, vere o artefatte che siano. A fare da collante, l’onnipresente dolceamaro legato allo scorrere del tempo, spesso raccontato attraverso lo spegnersi di una relazione sentimentale. “I can’t believe what you’ve done to me/ Since you fell out of love with who I’ve become”, recita la title track, e il grosso dei testi del disco fa eco a questo stesso umore.

La cassetta degli attrezzi lirica sarà limitata, e deliberatamente lo è anche quella musicale, ma gli ingredienti sono disposti in modo variegato ed efficace, dando a ciascun pezzo una sua personalità. “Apples, Peaches” punta su suono sgranato e basso simil-funk, “Angel” accosta il synth-pop nella sua veste più spigliata, “Chew” va dritto sul pop-punk senza calcare la mano, “Carolina” chiude l’album con una vena delicata, sorprendendo tuttavia con incastri ritmici un po’ fabloo.

Debitamente ruffiano e indubbiamente a fuoco, “Song And Dance” pare tuttavia essere anche l’epilogo della traiettoria dei Joy Again. A marzo, ancora prima dell’uscita del disco, la band ha infatti annunciato il suo scioglimento. Chi li scoprisse a giochi conclusi potrà comunque procedere a ritroso nella discografia del gruppo, che è raccolta in due Ep (“Piano”, il più brillante e sgangherato, e “Joy Again”) e una compilation (“Forever”). Oppure buttarsi sulla produzione solistica del leader Arthur Shea (in arte Arthur), comprendente già oggi tre album sbilenchi e parecchio Zolo, e realisticamente destinata ad arricchirsi in futuro – si vedrà se lungo la stessa linea obliqua o, in sintonia con lo spirito di “Song And Dance”, lungo una direzione più ecumenicamente pop-rock.

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20/12/2024

This article is an English translation of the original Italian text by Marco Sgrignoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. It's True
  2. 2. Apples, Peaches
  3. 3. Angel
  4. 4. Chew
  5. 5. Shoobie
  6. 6. Wait On You
  7. 7. Let's Do A Dance
  8. 8. My Big Sky
  9. 9. Pennsylvania Queen
  10. 10. Call Me All The Time
  11. 11. Today's The Day
  12. 12. Carolina

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