TENNIS - Pollen

2023 (Mutually detrimental)
alt-pop, retro

Do you like tennis? chiedeva in una canzone Chris Rea nel 1980, una domanda che mi piace rilanciare, non parliamo però dello sport, in occasione del nuovo album del gruppo americano: vi piacciono i Tennis?

Alaina Moore e Patrick Riley da oltre un decennio dispensano gradevoli bignami di un’arte desueta, un mix di soft-rock e yacht-rock abilmente rinnovato, con una serie di canzoni che, oltre a strappare un sorriso, riconciliano l’ascoltatore con l’arte della scrittura pop.

Il nuovo album “Pollen” è un deciso segnale di risveglio emotivo: dopo l’agile e riflessivo “Swimmer”, il duo punta decisamente in alto con un disco più ambizioso, arioso, spensierato.

 

Forti della coesione stilistica raggiunta con il precedente album, Alaina e Patrick si dilettano con melodie e groove ritmici che nei tardi anni 70 e 80 avrebbero sbancato le classifiche, senza far storcere il naso ai critici più esigenti.

Le dieci tracce di “Pollen” convalidano quella compiutezza lirica e armonica che alla lievità associa la profondità, rinnovando quella tradizione pop americana che va da Carole King ai Fleetwood Mac.

Il vellutato tocco dei synth aggiunge quel tanto che basta per trasformare questi 36 minuti nei più ballabili e trascinanti mai creati dal duo. La voce di Alaina Moore  si fonde con il corpo strumentale, assecondando sia la coralità romantica della pur frizzante “Forbidden Doors”, che il leggero graffio rock-noise alla Garbage di “Glorietta”, due brani che fanno manifesto di un progettualità che candida i Tennis ad eredi potenziali degli Everything But Girl.

Queste dieci canzoni profumano di strade secondarie, spazi aperti, gite in barca. Sono dieci melodie scintillanti che a volte raggiungono la perfezione (“Let’s Make A Mistake Tonight”), lussuose messe in scena soft-pop alla Bacharach create con l’ausilio di poche ed essenziali note (“Paper”) o argute intuizioni liriche che rendono merito alla terminologia pop, come nell’intenso tocco r&b di “Hotel Valet”.

Nella sua apparente semplicità “Pollen” racchiude non del tutto usuali grazie soul-pop (“One Night With The Valet”), avvolgenti fraseggi melodici sfigurati da chitarre shoegaze per un magico tripudio dream-pop (“Pillow For A Cloud”) e tentazioni da dancefloor con tanto di vocoder (“Gibraltar”).

Forse un pizzico d’azzardo in più salvaguarderebbe i Tennis dal rischio della routine, tuttavia la qualità della scrittura regge le fila del pregevole pop in odor di vintage anni 70 del duo. Una peculiarità confermata proprio dal brano che funge da catalizzatore dell’intero album, “Pollen Song”, un irresistibile groove funky-pop che offre anche uno dei testi più belli del disco, sintesi perfetta di quella leggerezza e classe che separa la musica pop dal mainstream.

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18/02/2023

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Forbidden Doors
  2. 2. Glorietta
  3. 3. Let's Make A Mistake Tonight
  4. 4. One Night With The Valet
  5. 5. Pollen Song
  6. 6. Hotel Valet
  7. 7. Paper
  8. 8. Gibraltar
  9. 9. Never Been Wrong
  10. 10. Pillow For A Cloud