LEE GAMBLE - Models

2023 (Hyperdub)
ambient, electronic

È un mondo di ectoplasmi, quello delineato da “Models”. È un mondo di illusioni, di apparenze che svaporano in uno scherzo, del vuoto riempito da tragici simulacri. Gli esseri umani? Una vaga reminiscenza, i vecchi abitanti di un mondo sopravvissuto a loro. Come lo scorcio di strada deserta immortalato in copertina, il quinto album del producer di Birmingham racconta un mondo dominato da intelligenze che gli esseri umani non controllano più da tempo immemore, descritto da linguaggi che disgregano sempre più ogni forma di significato. Il senso svapora nel nulla, il suono non offre particolari sostegni, la visione si fa desolata, come nella più fosca delle apocalissi. Do robots dream of electic sheep? Nell’immaginario ideato da Gamble, è più probabile che immaginino la loro stessa fine.

Fa quasi spavento che tale scenario sia frutto di un’intuizione puramente umana, di uno sviluppo sì affidato a mezzi digitali e successive elaborazioni attraverso reti neurali, ma con una consapevolezza che nessuna macchina potrebbe raggiungere da sola. A partire da un nugolo di voci digitali poi processate attraverso sistemi che provano a donare loro colore ed “emozione” (talvolta pure l’uso della parola stessa, vedasi l’ostinato ripetersi del titolo in “She’s Not”) Gamble realizza un universo espressivo pienamente compiuto, fatto di solitudini incapaci di uscire dal proprio bozzolo (i mugugnii ovattati di “Purple Orange”), di dissolvenze in cui scomparire una volta per sempre (la furia controllata che anima “Phantom Limb”). E se il gioco può valere la candela, anche classici del recente passato possono essere rimaneggiati fino a distorcene completamente le fattezze; “Video Games” di Lana Del Rey diventa in “Xith C Spray” materiale da incubo, una presenza sinistra più vicina alle evocazioni di Caretaker che alle sue decadenti forme hollywoodiane.

Anche nelle rare concessioni alla struttura, al beat d’impatto, l’umore poggia più sul rimpianto, sul disperato tentativo di decifrare messaggi di un tempo remoto. Quasi una sorta di Elizabeth Fraser prestata all’r&b, l’interprete di “Blurring” si muove sopra vaghe reminiscenze bristolian girando a vuoto sullo stesso fraseggio mal articolato. Tra pseudo-bassi da camera e scintille glitchate, “Your Weight On My Arms” vede il Gamble sonorizzatore riassumere perfettamente l’immaginario di un mondo abbandonato a se stesso, abitato ormai soltanto dai ricordi di una specie che fu. Pienamente padrone dei mezzi a sua disposizione, ben poco disposto a sfruttare le intelligenze artificiali come un ulteriore strumento creativo, il producer inglese elabora la sua visione del futuro con passione e un pizzico di ironia, evidenziando tutto il potenziale ancora inespresso di tecnologie ben lungi dall’essere mature. Non vi è niente di più umano.

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27/01/2024

This article is an English translation of the original Italian text by Vassilios Karagiannis, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Purple Orange
  2. 2. Juice
  3. 3. Xith C Spray
  4. 4. She's Not
  5. 5. Phantom Limb
  6. 6. Blurring
  7. 7. Your Weight On My Arms

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