HOMUNCULUS RES - Ecco l’impero dei doppi sensi

2023 (Altrock)
Canterbury, progressive

Con il nuovo album “Ecco l’impero dei doppi sensi” i palermitani Homunculus Res dimostrano di non aver più alcun timore di dialogare con le più flessibili regole del pop, plasmando le inossidabili trame stile Canterbury in un project più agile e melodico.

Che a dettar tempi e metodologie siano sempre le note influenze dei Soft Machine e degli Hatfield And The North è rimarcato con ineffabile virtuosismo creativo e debordante citazionismo in “Il bello e il cattivo tempo”, brano decisamente fastoso e nello stesso tempo basilare nella dinamica del project: da qui nascono, infatti, le dinamiche da suite-prog che dominano la parte centrale dell’album.

Le geniali interazioni tra progressive e divagazioni pop-jazz alla Frank Zappa di “Pentagono”, la sottile linea kraut-rock che attraversa l’ennesima fuga verso l’immaginario lounge di “Fine del mondo” o della più ardita e distonica “Cinque sensi” e le oniriche trame psichedeliche in chiave Beatles/Cardiacs del prog-pop di “Viaggio astrale di una polpetta”, con gli amici Sterbus a far da giocolieri, sono un concentrato di irriverenza e rigore stilistico che conferma l’unicità del gruppo.

“Ecco l’impero dei doppi sensi” svela una natura gaia che solo apparentemente contravviene alle altere regole del prog e del Canterbury sound. Un album che in parte raccoglie l’eredità emotiva del project del 2021 del cantante e tastierista della band Dario Alessandro e del chitarrista milanese Luciano Margorani,  soprattutto quando cerca nuove strade di congiunzione tra prog-rock e formato canzone (“Quintessenza La La La”), scomodando perfino un immaginario pop che solo band come la Premiata Forneria Marconi sono riuscite a rendere credibile presso i fan più rigorosi della musica prog (la bella ballata “Parole e numeri”).

Che gli Homunculus Res non amino prendersi troppo sul serio non è in verità una novità, ed è proprio questo l’atteggiamento che ha reso vincente il loro riproporre una formula musicale collaudata e familiare. Il cadenzato e canticchiabile ritornello di “Fiume dell’oblio” e le barocche architetture di “Doppi sensi” sono a loro modo parte di un unicum, un’attitudine creativa che onora il concetto di musica come arte popolare e sagacemente godibile, confermando la band palermitana come una delle realtà più stimolanti del panorama nostrano, e non solo.

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15/06/2023

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Il Gran Finale
  2. 2. Quintessenza La La La
  3. 3. Il Bello E Il Cattivo Tempo
  4. 4. Viaggio Astrale Di Una Polpetta
  5. 5. Fine Del Mondo
  6. 6. Pentagono
  7. 7. Parole E Numeri
  8. 8. Cinque Sensi
  9. 9. Fiume Dell'oblio
  10. 10. Doppi Sensi

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