ABSTRACT CONCRETE - Abstract Concrete

2023 (The state51 conspiracy)
art-rock, post-punk, progressive

Con un eccellente video realizzato da Louise Mason e Yoni Silver (“This Echo”) , l’ex-This Heat Charles Hayward ha annunciato l’esordio della band Abstract Concrete, che oltre allo stesso Hayward nel ruolo di cantante e batterista, include Roberto Sassi (Snorkel, Glenn Branca) alla chitarra, Agathe Max (Mésange, UKAEA) alla viola, Otto Willberg (Yes Indeed, Historically Fucked) al basso e Yoni Silver (Hyperion Ensemble, Steve Noble) alle tastiere. A “This Echo” è affidata  anche la chiave di lettura dell’album: un brano in bilico tra il delirio e l’assurdo riletto in chiave pop, dove ossessione e razionalità tentano di catturare la voce dell’eco della montagna per un surreale art-rock intriso di funky, dub, reggae e acrobazie alla Frank Zappa.

E’ un album fortemente fisico, “Abstract Concrete”, un tour de force creativo che ha coinvolto i musicisti fino a un atipico cambio di ruolo: ognuno dei membri ha dovuto modificare leggermente le proprie attitudini passando dal proprio strumento a uno affine (dal contrabbasso al basso, dal violino alla viola, dal clarinetto alle tastiere) al fine di preservare un approccio free form, incoraggiando elementi come l’improvvisazione e la sperimentazione. Prog, Canterbury, jazz, post-punk, loungecore, folk e tutto quello che l’immaginazione può concepire è parte di queste sei singolari partiture art-pop.

Non stupisce che la lunga esternazione creativa di oltre quattordici minuti di “The Day The Earth Stood Still/ Including Happy Village/ Slowly Slowly Slowly/ Fast Forward/ Freeze Frame” sia rimasta nella mente di Charles Hayward per oltre venti anni prima di trovare una forma definita e sovrana: un’epica celebrazione di quelle gioie e sventure che da sempre danno un senso all’arte. Il canto ancor più straziato di Hayward sfibra una sequenza di intuizioni armoniche nelle quali sofferenza e bellezza diventano un unico linguaggio emotivo, il dialogo tra gli strumenti è insolitamente umano, viscerale e reale, nonostante i toni restino riflessivi e lievemente malinconici.

Guai, però, a immaginare un tour de force inutilmente concettuale: la musica degli Abstract Concrete è bizzarra e dilettevole, giocosamente ironica e suadente. La bossa nova in chiave lounge-jazz di “Sad Bogbrush” è in tal senso illuminante.

Per quanto complesse, le composizioni sono tutte contrassegnate da stringati ed essenziali incastri ritmici e armonici che emozionano e trascinano l’ascoltatore in un vortice sonoro unico (“Tomorrow’s World”). I testi, intrisi di spietato antifascismo e di civile indignazione, sono un ulteriore punto di forza di un progetto che ci restituisce in piena forma una delle menti più lucide della musica inglese.

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16/12/2023

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Almost Touch
  2. 2. This Echo
  3. 3. Sad Bogbrush
  4. 4. Ventriloquist/Dummy
  5. 5. The Day the Earth Stood Still / Including Happy Village / Slowly Slowly Slowly / Fast Forward / Freeze Frame
  6. 6. Tomorrow's World

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