Negli ultimi venti anni band come i The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble e i Dale Cooper Quartet & The Dictaphones hanno saputo rinnovare le sonorità jazz grazie a un approccio oscuro, macabro e slow tempo, che coniuga musica dark, ambient, neo-classical in stile Dead Can Dance, con sonorità cinematiche da noir, da cinema espressionista tedesco o dal cinema visionario di David Lynch (esplicita la citazione di Twin Peaks nel Dale Cooper Quartet). Il dark-jazz, che a ben vedere aveva origini anche antecedenti con i tedeschi Bohren & der Club of Gore, non poteva che avvicinarsi prima o poi alle sonorità più oscure del metal, quelle del black metal.
L’artefice del progetto Lovecraft Sextet è il musicista olandese Jason Köhnen, già fondatore dei The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble. Jazz e black metal che incontrano Lovecraft, una triade che farebbe felice qualunque appassionato di letteratura horror o di musica gotica. Il terzo album della band, “Miserere”, non delude le aspettative. Due voci totalmente diverse si alternano nei sei brani, quella scream di Dimitris Gkaltsidis, tipicamente black metal, e quella della soprano Lilian Tong.
A questo si aggiungono i ritmi lenti, neri come una notte senza stelle, uno sfondo sonoro con una tipica strumentazione jazz e alcuni momenti più eterei con richiami religiosi evocati dal suono dell’organo e dei sax.
Il legame col cinema è fortissimo, come si evince anche dai due video ufficiali che utilizzano le immagni di due capolavori come “La passione di Giovanna d’Arco” (1928) di Carl Theodor Dreyer e l’horror vampiresco “Fantasie di una tredicenne” (1970) di Jaromil Jireš.
“Miserere” è un concept ispirato al Salmo 51, un salmo penitenziale che ha ispirato vari compositori nell’arco dei secoli. Quaranta minuti di musica dark-jazz che alternano momenti di puro orrore (“Humiliatum”) ad altri dove il canto angelico femmile dona immagini religiose che potrebbero ricordare i Popol Vuh di “Hosianna Mantra“. Ma è quando questi due elementi conivivono che si raggiungono i risultati più convincenti, nei fiati in lontananza di “Occulta”, colonna sonora degna del più tenebroso racconto di Lovecraft e nella sintesi peretta che sono brani come “Domine” o “Sacrificium”.
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08/12/2022
This article is an English translation of the original Italian text by Valerio D'Onofrio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.