PIERPAOLO CAPOVILLA E I CATTIVI MAESTRI - Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri

2022 (Garrincha dischi / sony)
alt-rock

E’ un Pierpaolo Capovilla in gran forma, quello che si presenta con i Cattivi Maestri, un gradito ritorno dopo la chiusura del rapporto artistico con il Teatro degli Orrori avvenuta ufficialmente nel giugno del 2020 e che aveva lasciato come ultima testimonianza artistica l’self-titled album risalente addirittura al 2015.

Il disco solista del 2014 (“Obtorto Collo”) e la ripresa dell’ottimo progetto noise-rock One Dimensional Man nel 2018 avevano mantenuto accesa ogni direzione già intrapresa in precedenza dal poliedrico cantautore nato a Varese, ma veneto d’adozione.

 

Il piano di lavoro con i Cattivi Maestri – formazione completata da Egle Sommacal (Massimo Volume), Fabrizio Baioni (Drunken Butterfly, LEDA) e Federico Aggio (Lucertulas) – nasce dalla volontà di Capovilla di far progredire il corposo materiale da lui ideato nel corso di numerosi anni di riflessioni.

Capovilla's lyrics, as sharp, raw and at times scathing as ever, brimming with emotion yet always shaped by his trademark linguistic care and delivered in a booming, theatrical voice, meet reckless, thunderous arrangements that never let up for a single second.

Un muro spesso e a tratti invalicabile, eretto da staffilate di chitarra e ritmiche basso/batteria a dir poco travolgenti, si mostra l’habitat perfetto per trattare argomenti quali il dissesto esistenziale (“Anita”), le ostilità, in tutte le sfaccettature (“Minute Girl” e “la guerra del Golfo”), le mestizie della reclusione (“Dieci anni”) o l’assoluta indifferenza che logora la comunità, in questo caso con focus su sfondo razziale (“Morte ai poveri”).

Tra i solchi e i versi luciferini di questo full length traspare anche quella vena sentimentale, da sempre un vessillo che garrisce fiero nelle opere del Capovilla, l’unica chiave di congiunzione di ogni desiderio come di ogni malessere. L’esempio cardine è rappresentato da “Sei una cosa”, un brano lancinante, che al cantautore fu ispirato dalla visione di un terribile filmato di un bimbo straniato più che sconvolto, stretto indissolubilmente al corpo del padre ucciso durante una strage di civili nello Yemen.

Una doverosa menzione la merita anche la copertina realizzata dal pittore Romanì Vasco Hadzovich. L’opera, intitolata “Il Cristo deluso”, raffigura l’afflizione per l’abbandono di ogni obiettivo che contraddistingue il nostro quotidiano. Un’immagine caravaggesca che raccoglie perfettamente il senso che Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri hanno desiderato infondere a questo primo intenso lavoro, che trasuda di rabbia, turbamento, contestazione, ma che prova a individuare nella sensibilità e nell’amore lo strumento per restare uniti anche nelle peggiori avversità, che Capovilla non ha timore di esternare, proprio quelle che le nostre orecchie fanno sempre difficoltà a riconoscere.

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04/06/2022

This article is an English translation of the original Italian text by Cristiano Orlando, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Morte Ai Poveri
  2. 2. La Guerra Del Golfo
  3. 3. Minutegirl
  4. 4. Dieci Anni
  5. 5. Follow The Money
  6. 6. Il Miserabile
  7. 7. Più Forte Che Puoi
  8. 8. La Città Del Sole
  9. 9. Anita
  10. 10. Sei Una Cosa

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