La natura omnicomprensiva della musica dei Matmos non conosce limiti. Come cannibali pronti a ricomporre, alla maniera del dott. Frankestein, suoni naturali e artificiali, i due americani proseguono nell’insana e creativa rielaborazione di materia e spiritualità altrui.
Avuto accesso esclusivo e illimitato al patrimonio artistico del musicista polacco Bogusław Schaeffer, Drew Daniel e M.C. Schmitd aggiungono un capitolo discografico tenebroso ed eccentricamente esoterico. Come vampiri si addentrano tra nervi e ossa della produzione del poliedrico autore polacco, uno dei protagonisti di quella rivoluzione semantica del linguaggio musicale che ebbe nel compositore e musicologo Józef Patkowski fonte ideologica e creativa, e negli studi della radio polacca di Varsavia struttura tecnica per la sua realizzazione. Una storia che è ai più conosciuta come l’era del Polish Radio Experimental Studio.
Poco nota al di fuori dei confini patri, l’arte di Bogusław Schaeffer si è spesso intrecciata con il percorso di artisti impegnati sul fronte sonoro e visivo (David Lynch tra i tanti), e non sorprende l’interesse del duo americano per l’ingente produzione del compositore polacco.
Ancora una volta i Matmos si dimostrano esploratori sagaci e non superficiali delle creazioni altrui, anche se la grande quantità di materiale a disposizione ha costretto i due musicisti a una sintesi che in alcuni casi può sembrare frettolosa.
La suddivisione degli otto brani nel formato in vinile ha una logica ben precisa: cinque brani più vivaci e incalzanti sono inclusi nella prima facciata, i tre restanti che occupano la seconda parte sono più riflessivi, quasi astratti.
La musica di Bogusław Schaeffer è terreno fertile per le tipiche acrobazie sonore dei Matmos, i collage sonori sono sfuggenti e divertenti, in qualche caso perfino ballabili: la cadenza costante del ritmo di “Flight To Sodom/ Lot Do Salo” è un potenziale groove per un brano dance che i Matmos preferiscono tenere a bada avvolgendolo in algidi fluidi avantgarde.
La sintesi più riuscita è senza dubbio quella di “Cobra Wages Shuffle/ Off! Schable W Gurę!”, un ricco melange di exotica, downtempo, cocktail-lounge, che rimanda ai Tipsy di “Trip Tease” e rende onore alla natura sperimentale e radiofonica della musica di Schaeffer. Con identiche modalità si sviluppano anche il dinamismo simil-pop dai toni cristallini e sfavillanti di “Resemblage/ Parasamblaż” e il meno incisivo ma più ardito patchwork di “Few, Far Chaos Bugles/ Uff… Bosch Gra Wałęsę”.
Quando i Matmos decidono di penetrare nelle trame più oscure e complesse delle sperimentazioni del musicista polacco, gli elementi spirituali prevalgono, il suono diventa distopico, utopico, ricco di citazioni di suoni e voci industrial e avantgarde. Il trittico di brani che occupa la seconda parte è una sequenza musicale in continua disgregazione e dissoluzione, che a tratti mostra qualche crepa (“If All Things Were Turned To Smoke/ Gdyby Wszystko Stało Się Dymem”), ma l’oscillazione creativa ed emotiva della musica dei Matmos è sempre foriera di sorprese.
“Anti-Antiphon (Absolute Decomposition)/ Anty-Antyfona (Dekonstrukcja Na Całego)” non è solo l’ultima traccia del disco: la scomposizione dell’opera di Bogusław Schaeffer si spinge fino a creare uno spazio vuoto, cosmico, sconosciuto, le modalità noise/avantgarde evocano alcune delle pagine da solista dei due musicisti, e stravolgono le regole del gioco, restituendo ai Matmos il ruolo di protagonisti.
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06/02/2023
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.