Ho sempre avuto un debole per i ritmi house: datemi una cassa quattro-sul-pavimento + un hi-hat in levare e mi sento, per l’appunto, a casa. Nessun altro genere, quantomeno tra quelli “ballabili”, può vantare la stessa sinergia tra ipnosi e sensualità, a conferma della sua natura eminentemente nera. Forzando la magnifica definizione con cui Derrick May battezzò la techno, in questo ascensore George Clinton sale più piani dei Kraftwerk. Musica da ballare anche piangendo, come ci ha insegnato il mai troppo compianto Frankie in alcuni dei suoi più malinconici classici da dancefloor.
Gli australiani Confidence Man si propagandano senza pudore “unarguably one of the hottest acts on the planet right now” e c’è da credergli: ascoltando questi 12 brani è davvero difficile rimanere immobili. A quattro anni da “Confident Music For Confident People“, rincarano la dose con un pimpantissimo atto d’amore per le serate al Warehouse, ma non solo: dal 2/4 latino di “Kiss N Tell” al big beat jazzato di “Trumpet Song”, quello dei quattro zarri di Melbourne è un party danzereccio a tutto tondo.
Anche come piloti di macchina del tempo, a Janet Planet e Sugar Bones non mancano certo le marce da innestare: se l’hip-hop old school di “What I Like” profuma di modernariato anni 90, la nu-disco scalmanata di “Angry Girl” pulsa dritta dalla Brooklyn hipsteroide dei primi 2000.
Ciò non toglie che le pagine del sussidiario house vengano annotate con minuzia, quasi a volerne vergare la glossa definitiva: ecco allora la screamadelica “Feels Like A Different Thing” a presiedere il seggio acido e “Toy Boy” (occhio al testo!) che potrebbe essere uscita dalla fucina Fingers Inc., “Living U Is Easy” che accontenterà i golosi delle carezze deep e “Relieve The Pressure” messa a guardia delle vibrazioni frenchy, mentre il singolone “Holiday” potrebbe seriamente ergersi sul podio di perfetta house song. Quanto a “Woman”, non si può chiedere colonna sonora più grintosa per una transizione di genere.
Non sussistono dubbi: sono loro lo spettacolo più bollente del pianeta.
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03/12/2022
This article is an English translation of the original Italian text by Ossydiana Speri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.