“Precious Thing” è un album dalle atmosfere notturne e solitarie, ricco di squarci di luce e slanci armonici. I prevedibili riferimenti alla West Coast e a Joni Mitchell sono stemperati da poetiche affinità con Nick Drake e da insolite e tenebrose intrusioni strumentali, un ruolo che spetta non solo agli archi ma anche a elementi di drone music che ne infettano le grazie acustiche (“Isolation”), nonché le ballate appena tinte di jazz (“Taking It In”).
Il maggior pregio di “Precious Thing” è il perfetto equilibrio tra le elaborate partiture strumentali e le tenere qualità vocali dell’autrice: senza pretenziosità alcuna, le canzoni si tuffano nelle gioie del fingerpicking (“Wake Me If I’m Asleep”) esaltandone le colte e quasi barocche sfumature con cristallina purezza (“The Circumstance”).
Il continuo alternarsi di luci e ombre tiene salda l’attenzione, mentre l’ingresso del pianoforte aggiunge ulteriori sfumature di grigio grazie alla pura magia dell’onirica ballata per steel guitar e organo “Just For The Night” e alle suggestioni crepuscolari della pianistica “Let Go”, raggiungendo la perfezione nel delicato incastro tra voce e piano di “No Machine”.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre reviews, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
03/10/2022
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.