ALEX PAXTON - Ilolli-pop

2022 (Nonclassical)
chamber music, jazz

Il fantasioso arazzo sonoro di Alex Paxton è una delle inaspettate sorprese della musica contemporanea: un inafferrabile patchwork di improvvisazione e rigore classico, musica composita e anarchia, una celebrazione del massimalismo orchestral-jazz.

Compositore e trombonista, autore di brani inclusi nel repertorio di celebri orchestre inglesi (London Symphony Orchestra, London Philharmonic Orchestra, Royal Scottish National Orchestra etc.), nonché di solisti come Jacob Collier e David Zucchi, Alex Paxton con il secondo album “Ilolli-pop” scompone e reinventa l’immaginario musicale dell’ultimo secolo.

Stravinsky, Charles Mingus, Vivaldi, Soft Machine, Carl Stalling e altre mille percezioni e citazioni stilistiche vengono catapultati in un avventuroso e colto progetto, in bilico tra jazz e avant-classic. La musica di Paxton si nutre di partiture per large ensemble, di guizzi strumentali frutto dell’improvvisazione, di esuberanze e giocose reinvenzioni, in cui antitesi e tesi si susseguono fino a creare una giostra di sensazioni e riferimenti culturali non sempre affini.

Noise, elettronica, jazz e marcette circensi, incoraggiano l’eccesso creativo del musicista, al quale spetta il compito di reggere le fila delle cinque sezioni di “Ilolli-pop” alternando senso del ritmo al fragore melodico. Pur attingendo dal free jazz e da un atipico astrattismo sonoro, “Ilolli-pop” è un disco multicolore: improvvisazione e delirio armonico non sfociano mai in inutili percorsi sperimentali, anche quando il gioco di suoni e interferenze elettroniche si nutre di nichilismi strumentali e bizzarrie da luna park (“Sometimes Voices”).

A completamento di un’opera eccentrica e intrigante concorrono un breve sketch da cabaret sonoro, dove Paxton riesuma uno strumento precursore del trombone, il sackbut, e una tortuosa ed elaborata composizione, dove unico attore e protagonista è il trombone (“Mouth Song, Take 1”).

 

Al pari di Colin Stetson, Alex Paxton sta reinventando uno strumento, il trombone, spesso relegato a far da cornice, ed è più che meritata l’attenzione che l’artista inglease sta raccogliendo con “Ilolli-pop”, un riuscitissimo esempio di innovazione dai toni giocosi e stimolanti, un disco ambizioso e colto, altresì divertente e scoppiettante.

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25/11/2022

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Ilolli-pop, 1lolli-pop
  2. 2. Ilolli-pop, 2lolli-pop
  3. 3. Ilolli-pop, 3lolli-pop
  4. 4. Ilolli-pop, 4lolli-pop
  5. 5. Ilolli-pop, 5lolli-pop
  6. 6. Sometimes Voices
  7. 7. Corn-crack Dreams
  8. 8. Mouth Song, Take 1

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