La successiva “Sweet Ghost” non si discosta troppo dal canovaccio dell’opener, con i suoi suoni vivaci e le ritmiche trascinanti che fanno subito venire voglia di festival estivi, ma è più classica nelle linee vocali. Tuttavia anch’essa non disprezza qualche coretto che le conferisce quel sapore agrodolce tipico dell’indie-rock dei nostri.
La conclusiva “Nothing” cambia decisamente registro, rallentando e portandoci in atmosfere più tranquille a metà tra country-folk e indole emo. Una piccola ballata per sconfitti che sul finale si allunga in un assolo squinternato e romantico.
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11/12/2021
This article is an English translation of the original Italian text by Matteo Contri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.